CODICE DELLA STRADA

Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285

Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio

TITOLO IV
GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI

Articolo 116 CdS
Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore

Consulta il Prontuario dell’articolo 116 del Codice della strada

Regolamento di esecuzione e di attuazione: articolo 308; articolo 309; articolo 310; articolo 311; articolo 312; articolo 313; articolo 314; articolo 315; appendice I al titolo IV.

Leggi qui il breve commento all’articolo 116 del Codice della strada

1. Non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida ed, ove richieste, le abilitazioni professionali. Tali documenti sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici a soggetti che hanno la residenza in Italia ai sensi dell’articolo 118-bis.

2. Per sostenere gli esami di idoneità per la patente di guida occorre presentare apposita domanda al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici ed essere in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreti dirigenziali, stabilisce il procedimento per il rilascio, l’aggiornamento e il duplicato, attraverso il proprio sistema informatico, delle patenti di guida e delle abilitazioni professionali, con l’obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei medici di cui all’articolo 119, dei comuni, delle autoscuole di cui all’articolo 123 e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.

3. La patente di guida, conforme al modello UE, si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna di esse indicati:

a) AM:

1) ciclomotori a due ruote (categoria L1e) con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

2) veicoli a tre ruote (categoria L2e) aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

3) quadricicli leggeri la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 350 kg (categoria L6e), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

b) A1:

1) motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg;

2) tricicli di potenza non superiore a 15 kW;

c) A2: motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima;

d) A:

1) motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta (categoria L3e) o con carrozzetta (categoria L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;

2) tricicli di potenza superiore a 15 kW, fermo restando quanto previsto dall’articolo 115, comma 1, lettera e), numero 1);

e) B1: quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), numero 3), la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (categoria L7e) (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore è inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli sono considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;

f) B:

1) autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto persone oltre al conducente; ai veicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg, purché la massa massima autorizzata di tale combinazione non superi 4.250 kg. Qualora tale combinazione superi 3.500 kg, è richiesto il superamento di una prova di capacità e comportamento su veicolo specifico. In caso di esito positivo, è rilasciata una patente di guida che, con un apposito codice europeo, indica che il titolare può condurre tali complessi di veicoli;

2) veicoli senza rimorchio adibiti al trasporto di merci, alimentati con combustibili alternativi di cui all’articolo 2 della direttiva 96/53/CE del Consiglio, del 25 luglio 1996, e con una massa autorizzata massima superiore a 3.500 kg ma non superiore a 4.250 kg, a condizione che la massa superiore a 3.500 kg non determini aumento della capacità di carico in relazione allo stesso veicolo e sia dovuta esclusivamente all’eccesso di massa del sistema di propulsione in relazione al sistema di propulsione di un veicolo delle stesse dimensioni dotato di un motore convenzionale a combustione interna ad accensione comandata o ad accensione a compressione. In tali casi, la patente di guida deve essere conseguita da almeno due anni;

g) BE: complessi di veicoli composti di una motrice della categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi ultimi devono avere massa massima autorizzata non superiore a 3.500 kg;

h) C1: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3.500 kg, ma non superiore a 7.500 kg, progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non sia superiore a 750 kg;

i) C1E:

1) complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C1 e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12.000 kg;

2) complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria B e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa autorizzata è superiore a 3.500 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12.000 kg.

l) C: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3.500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;

m) CE: complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg;

n) D1: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di non più di 16 persone, oltre al conducente, e aventi una lunghezza massima di 8 metri; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;

o) D1E: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg;

p) D: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;

q) DE: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata supera 750 kg.

4. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da più minorazioni, possono conseguire la patente speciale delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, BE, C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D, DE. Le suddette patenti possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, e possono indicare determinate prescrizioni in relazione all’esito degli accertamenti di cui all’articolo 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla patente utilizzando i codici comunitari armonizzati, ovvero i codici nazionali stabiliti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Ai titolari di patente B speciale è vietata la guida di autoambulanze.

5. La patente di guida conseguita sostenendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocità automatico consente di condurre solo veicoli muniti di tale tipo di cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico si intende un veicolo nel quale non è presente il pedale della frizione o la leva manuale per la frizione, per le categorie A, A2 A1.

6. La validità della patente può essere estesa dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici ed esame, a categorie di patente diversa da quella posseduta.

7. Si può essere titolari di un’unica patente di guida rilasciata da uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

8. Ai fini del servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, di cui all’articolo 85, comma 2, lettere a), b) c) e d), e di servizio di piazza con autovetture con conducente, di cui all’articolo 86, i conducenti, di età non inferiore a ventuno anni, conseguono un certificato di abilitazione professionale di tipo KA, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi è richiesta la patente di guida di categoria A1, A2 o A, ovvero di tipo KB, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi è richiesta la patente di guida di categoria B1 o B.

9. I certificati di abilitazione professionale di cui al comma 8 sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, sulla base dei requisiti, delle modalità e dei programmi di esame stabiliti nel regolamento. Ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KA è necessario che il conducente abbia la patente di categoria A1, A2 o A, nonché l’attestazione di avere frequentato con profitto un corso di formazione di primo soccorso anche presso un’autoscuola di cui all’articolo 123. Ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KB è necessario che il conducente abbia almeno la patente di categoria B1, nonché l’attestazione di avere frequentato con profitto un corso di formazione di primo soccorso anche presso un’autoscuola di cui all’articolo 123. Con decreto del Ministro della salute sono stabilite le modalità con cui anche gli istituti dedicati all’educazione stradale possono erogare la formazione sulle nozioni di primo soccorso prevista per i soggetti che intendono conseguire i certificati di abilitazione professionale di cui al secondo e al terzo periodo.

10. I mutilati ed i minorati fisici, qualora in possesso almeno delle patenti speciali corrispondenti a quelle richieste dal comma 9, possono conseguire i certificati di abilitazione professionale di tipo KA e KB, previa verifica della sussistenza dei requisiti di idoneità fisica e psichica da parte della commissione medica locale, di cui all’articolo 119, comma 4, sulla base delle indicazioni alla stessa fornite dal comitato tecnico, ai sensi dell’articolo 119, comma 10.

11. Quando richiesto dalle disposizioni comunitarie, come recepite nell’ordinamento interno, i conducenti titolari di patente di guida di categoria C1, C, C1E e CE, anche speciale, conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose ed i conducenti titolari di patente di guida di categoria D1, D1E, D e DE, anche speciale, conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone. Quest’ultima è sempre richiesta nel caso di trasporto di scolari.

12. Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l’Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneità, capacità o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. Tali certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e ai minorati fisici.

13. L’annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell’ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiorna il dato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell’avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.

14. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non abbia conseguito la corrispondente patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 397 a euro 1.592.

15. Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida è punito con l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici. Nell’ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell’arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica.

15-bis. Il titolare di patente di guida di categoria A1 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A2, il titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A, ovvero titolare di patente di guida di categoria B1, C1 o D1 che guida veicoli per i quali è richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o D, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.021 a euro 4.084. Si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida posseduta da quattro a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

16. Fermo restando quando previsto da specifiche disposizioni, chiunque guida veicoli essendo munito della patente di guida ma non di altra abilitazione di cui ai commi 8, 10, 11 e 12, quando prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 408 a euro 1.634.

17. Alle violazioni di cui al comma 15 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, o in caso di recidiva delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Quando non è possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo II, sezione II, del titolo VI.

18. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma 16 importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

Note:

(1) Il secondo, il terzo e il quarto periodo del comma 9 sono stati sostituiti dall’articolo 1, comma 1, della legge 9 novembre 2021, n. 156, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, con efficacia dal 10 novembre 2021.

(2) Il comma 3, lettera f), il comma 4 e il comma 11 sono stati modificati dall’articolo 7, comma 1, rispettivamente lettere a), b) e c), del decreto-legge 16 giugno 2022, n. 68, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 agosto 2022, n. 108, con efficacia dal 6 agosto 2022. L’efficacia della previsione del comma 3, lettera f), numero 2), è subordinata alle condizioni stabilite dall’articolo 7, comma 2, del medesimo decreto-legge.

(3) Il comma 15 è riprodotto nel suo testo legislativo letterale. Per effetto degli articoli 1 e 6 del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8, la prima violazione è depenalizzata ed è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.100 a euro 30.599. La recidiva nel biennio conserva natura penale e comporta le pene congiunte dell’arresto fino a un anno e dell’ammenda da euro 2.257 a euro 9.032. La Corte costituzionale, con sentenza n. 154 del 2025, ha dichiarato non fondate le questioni sollevate sulla disciplina della recidiva.

(4) L’adeguamento biennale degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie previsto dall’articolo 195, comma 3, è sospeso anche per l’anno 2026.

 

Breve commento all’articolo 116 del Codice della strada

L’articolo 116 è la disposizione cardine del sistema delle abilitazioni alla guida. Esso non si limita a imporre il possesso della patente, ma individua le categorie armonizzate a livello europeo, disciplina alcune abilitazioni professionali e collega alla mancanza del titolo un apparato sanzionatorio graduato. La regola di fondo è che il conducente deve possedere la categoria corrispondente alle caratteristiche giuridiche del veicolo e, quando il trasporto o il servizio lo richiedono, anche l’ulteriore abilitazione professionale.

Per l’operatore, l’accertamento deve partire dalla corretta classificazione del veicolo, dai dati tecnici e dalla categoria effettivamente richiesta, non dalla sola apparenza del mezzo. Occorre quindi distinguere l’assenza assoluta del titolo dalla guida con categoria insufficiente e dalla mancanza di un’abilitazione aggiuntiva. Il comma 15-bis assoggetta a un trattamento amministrativo specifico soltanto le progressioni espressamente elencate: A1 verso A2, A1 o A2 verso A, B1 verso B, C1 verso C e D1 verso D. Le altre ipotesi non possono essere ricondotte automaticamente a tale comma e richiedono la verifica della disciplina applicabile al caso concreto.

Particolarmente delicato è il coordinamento del comma 15 con il decreto legislativo n. 8 del 2016. Il testo del Codice continua a utilizzare formule e importi penali, ma la prima violazione è oggi un illecito amministrativo punito da euro 5.100 a euro 30.599. Se, invece, una nuova condotta è commessa nel biennio da una precedente violazione definitivamente accertata, si configura un autonomo reato: si applicano congiuntamente l’arresto fino a un anno e l’ammenda da euro 2.257 a euro 9.032. La natura costitutiva della recidiva esclude l’applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale. La prova del precedente non richiede formule sacramentali, ma non può fondarsi sulla mera contestazione: deve risultare la definitività dell’accertamento, valutata attraverso verbali, iscrizioni e concreta possibilità di opposizione.

Il comma 14 sanziona autonomamente chi, avendo la materiale disponibilità del veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona priva della patente o dell’abilitazione richiesta. L’accertamento deve individuare il soggetto che aveva l’effettivo potere di disposizione del mezzo e gli elementi dai quali desumere l’affidamento o il consenso. La violazione del conducente e quella dell’affidante restano distinte. Sul veicolo, il comma 17 prevede il fermo amministrativo per tre mesi e, nella recidiva, la confisca; la posizione del proprietario estraneo deve essere verificata secondo la disciplina generale delle sanzioni accessorie.

I commi 8-12 riguardano le abilitazioni professionali. I certificati KA e KB sono collegati ai servizi di cui agli articoli 85 e 86; dal 2021, il conseguimento richiede anche l’attestazione di frequenza con profitto di un corso di primo soccorso. La carta di qualificazione del conducente, invece, integra la patente nei casi previsti dalla disciplina del trasporto professionale. La guida con patente valida ma senza l’abilitazione aggiuntiva richiesta ricade, salvo norme speciali, nel comma 16 e comporta anche il fermo del veicolo per sessanta giorni.

La disposizione deve infine essere letta insieme agli articoli 115 sui requisiti anagrafici, 117 sulle limitazioni per i neopatentati, 119 sui requisiti fisici e psichici, 121 sugli esami e 125 sulla validità delle patenti. È inoltre essenziale distinguere la mancanza del diritto a guidare dalla semplice mancata esibizione del documento, che attiene all’articolo 180.

 

AVVERTENZA: il presente testo ha finalità informativa e di supporto operativo. Prima dell’applicazione è necessario verificare il testo vigente, le disposizioni collegate e le circostanze concrete del caso.

OSSERVAZIONI

 

Categorie di patente e verifica tecnica del veicolo

L’individuazione della categoria necessaria deve essere compiuta sui dati di omologazione e di circolazione del veicolo. Per la categoria A2 i limiti di 35 kW, di 0,2 kW/kg e della potenza della versione di derivazione sono cumulativi: non è corretto sostituire i kW con una conversione approssimativa dei cavalli vapore. In tal senso è utile l’ordinanza della Corte di cassazione civile n. 8814 del 2026.

Per i complessi della categoria B, quando la massa massima autorizzata supera 3.500 kg ma non 4.250 kg, il codice armonizzato ottenuto mediante la prova prevista dal comma 3, lettera f), numero 1), costituisce la specifica estensione della categoria B; oltre i relativi limiti occorre verificare la categoria BE o quella superiore richiesta dalle caratteristiche del complesso. La speciale previsione per i veicoli senza rimorchio destinati al trasporto di merci e alimentati con combustibili alternativi opera esclusivamente alle condizioni tecniche e temporali stabilite dalla norma.

Assenza della patente, categoria insufficiente e abilitazioni professionali

Il controllo deve distinguere tre piani. Il comma 15 riguarda chi non ha mai conseguito la patente corrispondente, chi guida dopo la revoca e chi guida con patente non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici o psichici. Il comma 15-bis disciplina soltanto le ipotesi tassativamente elencate di passaggio dalla categoria inferiore a quella immediatamente superiore. Il comma 16 riguarda, salvo speciali disposizioni, chi possiede la patente ma non l’ulteriore abilitazione professionale richiesta dai commi 8, 10, 11 e 12.

La patente scaduta, sospesa, ritirata o materialmente non esibita non deve essere assimilata automaticamente alla patente mai conseguita o revocata: ciascuna situazione ha una propria disciplina. In particolare, la mancata disponibilità del documento al momento del controllo va distinta dall’assenza dell’abilitazione e deve essere verificata anche attraverso le banche dati, tenendo conto dell’articolo 180 CdS.

Foglio rosa B e veicoli delle categorie AM e A1. La circolare MIT prot. 30678 del 9 ottobre 2026 chiarisce che l’autorizzazione alle esercitazioni per conseguire la patente B non anticipa tutte le abilitazioni riconosciute alla patente dopo il conseguimento. Il solo foglio rosa B non legittima pertanto le esercitazioni su ciclomotori AM o motocicli A1: l’attività preparatoria deve svolgersi sui veicoli ammessi alla prova pratica della categoria richiesta. Nel controllo occorre verificare se il conducente possieda un diverso titolo valido per il mezzo utilizzato, prima di individuare la violazione applicabile.

Depenalizzazione e recidiva nel biennio

La prima violazione del comma 15 è stata depenalizzata dal decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 ed è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.100 a euro 30.599. In caso di recidiva nel biennio, invece, sussiste un autonomo reato punito con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 2.257 a euro 9.032. La Corte costituzionale, con sentenza n. 154 del 2025, ha ritenuto non irragionevole tale disciplina.

La recidiva è elemento costitutivo e non circostanza aggravante: per questo l’offesa non può essere dichiarata di particolare tenuità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale. Il principio è ribadito dalla Cassazione penale n. 34581 del 2026 e dalla Cassazione penale n. 33022 del 2026. Quest’ultima ha inoltre precisato che può rilevare anche la precedente violazione commessa quando l’autore era minorenne, purché definitivamente accertata: deve quindi essere eliminata l’opposta indicazione contenuta nelle osservazioni oggi pubblicate.

La mera precedente contestazione non è sufficiente: occorre che la violazione sia definitivamente accertata al momento del nuovo fatto, come chiarito dalla Cassazione penale n. 27872 del 2026. La prova può tuttavia risultare dai verbali, dall’iscrizione a ruolo e dall’assenza di elementi concreti circa opposizione o pagamento estintivo, senza necessità di una certificazione formulare, secondo le sentenze n. 29552 del 2026 e n. 31527 del 2026.

Incauto affidamento e disponibilità materiale del veicolo

Il comma 14 non colpisce soltanto il proprietario, ma chiunque abbia la materiale disponibilità del veicolo e lo affidi o ne consenta la guida a persona priva del titolo richiesto. Il verbale deve descrivere gli elementi dai quali risultano il potere di disposizione, l’affidamento o il consenso; la sola relazione familiare o la mera intestazione formale del veicolo non sostituiscono tale accertamento. La responsabilità dell’affidante è autonoma rispetto a quella del conducente.

Fermo, confisca e veicolo appartenente a terzi

Alla violazione del comma 15 consegue il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi; nella recidiva consegue la confisca amministrativa. Se fermo o confisca non possono essere applicati, il comma 17 prevede la sospensione dell’eventuale patente posseduta da tre a dodici mesi. Per il comma 16 il fermo è di sessanta giorni. Prima di applicare le misure sul veicolo occorre verificare l’appartenenza a terzi e la loro eventuale estraneità, secondo le disposizioni generali del titolo VI; la mera intestazione a un soggetto diverso non esaurisce l’accertamento.

CAP KA e KB, primo soccorso e CQC

Il conseguimento dei certificati KA e KB richiede, dal 10 novembre 2021, anche l’attestazione della frequenza con profitto di un corso di primo soccorso. La legge consente espressamente lo svolgimento del corso anche presso un’autoscuola; il decreto del Ministro della salute richiamato dal quarto periodo del comma 9 riguarda le modalità con cui anche gli istituti dedicati all’educazione stradale possono erogare tale formazione. La carta di qualificazione del conducente non sostituisce la patente, ma costituisce l’abilitazione professionale aggiuntiva nei casi previsti dalla disciplina europea e nazionale. Per l’accertamento occorre verificare tipo di trasporto, veicolo, eventuali esenzioni e validità del titolo.

Monopattini elettrici

Per la conduzione di un monopattino elettrico conforme alla disciplina speciale non è richiesta la patente di guida prevista dall’articolo 116: il mezzo non rientra, per questo solo fatto, nelle categorie dei veicoli a motore elencate dal comma 3. L’equiparazione normativa ai velocipedi opera nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla disciplina specifica dei monopattini. In sede di controllo, una modifica costruttiva o una non conformità non consente però di applicare automaticamente il comma 15. Occorre prima accertare, con adeguati elementi tecnici, se il mezzo conservi la qualificazione di monopattino irregolare, soggetto alle specifiche sanzioni, oppure presenti caratteristiche tali da ricadere in una diversa categoria di veicolo per la quale siano richiesti omologazione, immatricolazione, assicurazione e patente. Tale distinzione è essenziale anche per il futuro prontuario dedicato ai monopattini elettrici.

Profili redazionali e rinvii sistematici

Le questioni relative ai limiti di età appartengono principalmente all’articolo 115; quelle sul foglio rosa e sull’istruttore all’articolo 122; quelle sul rilascio e sugli esami all’articolo 121; quelle sui documenti da esibire all’articolo 180. Nella pagina dell’articolo 116 devono essere mantenuti soltanto i richiami necessari a distinguere tali istituti dall’assenza dell’abilitazione.

Guida senza patente reiterata e particolare tenuità: giudizio costituzionale pendente
Il comunicato della Corte costituzionale del 16 ottobre 2026 annuncia per la camera di consiglio del 19 ottobre l’esame della questione sull’articolo 131-bis, quarto comma, del codice penale, nella parte in cui, secondo il diritto vivente, esclude la particolare tenuità del fatto per la guida senza patente reiterata prevista dall’articolo 116, commi 15 e 17, del Codice della strada. La calendarizzazione non anticipa l’esito del giudizio e non modifica la disciplina vigente.

 

AVVERTENZA: le osservazioni hanno finalità informativa e operativa e non sostituiscono la verifica del testo vigente, degli atti applicativi, della giurisprudenza aggiornata e delle circostanze del caso concreto.

GIURISPRUDENZA

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 34968 del 30/09/2026
Circolazione stradale - Art. 116 del Codice della strada - Art. 131-bis del codice penale - Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Particolare tenuità del fatto - La contravvenzione di guida senza patente, penalmente rilevante soltanto in caso di recidiva biennale, è incompatibile con la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la reiterazione costituisce elemento essenziale della fattispecie e impedisce di riconoscere il requisito della non abitualità del comportamento.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 34875 del 29/09/2026
Circolazione stradale - Art. 116, comma 15, Codice della strada - Art. 131-bis cod. pen. - Guida senza patente - Recidiva biennale - Particolare tenuità del fatto - La contravvenzione di guida senza patente, penalmente rilevante nel solo caso di recidiva nel biennio, non consente l’applicazione della particolare tenuità del fatto, difettando il requisito della non abitualità del comportamento. Il ricorso che deduce un vizio processuale deve indicare gli atti e riprodurne il contenuto essenziale.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 34581 del 26/09/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada - Art. 99 c.p. - Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Fattispecie autonoma di reato - La reiterazione biennale costituisce elemento costitutivo del reato e non circostanza aggravante, sicché non richiede una valutazione della maggiore capacità a delinquere propria della recidiva ordinaria. La particolare tenuità del fatto è esclusa per difetto della non abitualità; le condizioni economiche disagiate non giustificano, da sole, il diniego della pena pecuniaria sostitutiva.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 33022 del 07/09/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada - Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Precedente illecito commesso in minore età - Art. 131-bis cod. pen. - Diminuzione della pena per il rito - Contravvenzione - Riduzione della metà - L'illecito definitivamente accertato commesso durante la minore età rileva ai fini della recidiva nel biennio e la struttura reiterata della fattispecie esclude la particolare tenuità del fatto; diversa è la regola per il rito abbreviato, che impone la riduzione della pena della metà. Nella guida senza patente aggravata dalla recidiva nel biennio, il precedente illecito conserva efficacia anche se commesso da minorenne; la pena per il rito abbreviato va invece ridotta della metà, ai sensi dell'art. 442, comma 2, cod. proc. pen., trattandosi di contravvenzione.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 31527 del 18/08/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada - Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Integrazione del reato - Presupposti - Ai fini della integrazione del reato di cui all'art. 116, commi 15 e 17, cod. strada, non è necessaria anche la dimostrazione, da parte della pubblica accusa, del passaggio in giudicato della contestazione da cui trae origine il procedimento penale, requisito, questo, non richiesto dalla norma penale.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza numero 29552 del 04/08/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada - Reato di guida senza patente - Recidiva nel biennio - Depenalizzazione - Definitività dell'accertamento - Prova a carico dell'accusa - Non necessità di attestazione documentale - Ai fini della recidiva nel biennio nel reato di guida senza patente sono altresì idonei i verbali di contestazione funzionali all’iscrizione a ruolo, ove il ricorrente non deduca di averli impugnati o di aver presentato richiesta di oblazione non respinta.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza numero 29511 del 04/08/2026
Circolazione stradale - Artt. 116, commi 15 e 17 Codice della strada e 367 cod. pen. - Guida senza patente - Simulazione di reato - Falsa denuncia - Sanzione amministrativa accessoria - Sospensione della patente - Durata - Motivazione - La simulazione di reato richiede che la falsa denuncia sia idonea a determinare il pericolo dell’inizio di un procedimento penale; quanto alla sospensione della patente, la mancata motivazione sulla durata, a fronte di uno specifico motivo di gravame, impone l'annullamento della sentenza sul punto.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione I, sentenza numero 29068 del 30/07/2026
Circolazione stradale - Artt. 116 e 120 Codice della strada - Art. 73 D.Lgs. n. 159 del 2011 - Guida senza patente - Soggetto sottoposto a misura di prevenzione personale - Patente mai conseguita - La guida del prevenuto privo della patente perché mai conseguita integra il reato previsto dall'art. 73 D.Lgs. n. 159 del 2011, poiché la mancanza del titolo trova causa nel divieto di conseguimento previsto dall'art. 120, comma 1, cod. strada e non è assimilabile alle ipotesi di revoca o sospensione conseguenti a pregresse violazioni del Codice della strada, cui la sentenza della Corte costituzionale n. 116 del 2024 ha invece escluso la rilevanza penale.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 28887 del 29/07/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada e art. 625, comma 1, n. 7, cod. pen. - Furto di autovettura - Pubblica fede - Stabilimento pubblico - Recidiva nel biennio - L'auto parcheggiata nell'area esterna di una scuola è esposta alla pubblica fede anche se lasciata aperta e con le chiavi nel vano portaoggetti; la mancata adozione di cautele non esclude l'aggravante. La diversa aggravante delle cose esistenti in stabilimenti pubblici non opera per la mera collocazione esterna, mentre per la recidiva nel biennio è sufficiente un minimo di prova del precedente illecito.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza numero 27872 del 23/07/2026
Circolazione stradale - Art. 116 Codice della strada - Guida senza patente di guida - Recidiva nel biennio - Depenalizzazione - La mera contestazione di una precedente guida senza patente non basta a integrare la recidiva nel biennio, essendo necessario che l’illecito sia stato definitivamente accertato al momento del nuovo fatto. In mancanza, la condotta rientra nella fattispecie base dell’art. 116, comma 15, Codice della strada, già depenalizzata e, pertanto, non costituisce reato.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione II, ordinanza numero 8814 del 08/04/2026
Circolazione stradale - Art. 116 e 125 del Codice della Strada - Guida motocicli - Categoria patente richiesta e requisiti tecnici del motociclo - Limiti di potenza e unità di misura - In tema di abilitazione alla guida di motocicli con patente A/2, la conformità del veicolo ai parametri normativi integra presupposto indefettibile e cumulativo, non surrogabile da valutazioni equivalenti o conversioni tecniche con la conseguenza che la mancanza anche di uno solo dei requisiti (tra cui il limite massimo di 35 kW, da verificarsi esclusivamente in tale unità) determina la violazione della norma, restando irrilevanti conversioni in CV e non contestabile in sede di legittimità l’accertamento in fatto del superamento del limite.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza numero 9945 del 12/03/2025
Circolazione Stradale - Artt. 116 e 186 del Codice della Strada - Reati di guida senza patente e di guida in stato di ebbrezza commessi all'estero - Mandato di arresto europeo - Rifiuto della consegna per ravvisato radicamento qualificato del condannato in Italia - Espiazione in Italia della pena - Adattamento delle pene edittali - L'espiazione in Italia della pena anche per i reati di guida senza patente e di guida in stato di ebbrezza commessi all'estero, rende necessario alla corte di appello di procedere all'adattamento della pena se quella irrogata nello Stato emittente ha durata e natura incompatibili con quella previste in Italia per reati simili, imponendo di computare una pena non superiore a quella massima prevista in Italia.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 42566 del 20/11/2024
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada e art. 479 c.p. - Corso di aggiornamento professionale per il rinnovo della CQC - Falsa attestazione degli orari di ingresso e di uscita dei fruitori del corso - Natura di atto pubblico del registro di frequenza - L'attestazione non veritiera degli orari di ingresso e di uscita degli autisti fruitori del corso da parte del titolare della scuola guida e docente del corso per il conseguimento del rinnovo della carta di qualificazione del conducente integra il reato di falso ideologico nella sua materialità.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 44905 del 08/11/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Reato di guida senza patente - Recidiva nel biennio - Condizioni per la sua concretezza - Nella struttura del reato di guida senza patente in quanto mai conseguita, o revocata con provvedimento del Prefetto, per l'integrazione della recidiva nel biennio, idonea ad escludere il reato dall'area della depenalizzazione, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato, ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato. E l'onere della prova circa la definitività del precedente accertamento amministrativo è, come da regola generale, in capo al Pubblico Ministero.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione I, sentenza numero 36857 del 06/09/2023
Circolazione Stradale - Artt. 116 del Codice della Strada e art. 73 d.lgs. n. 159 del 2011 - Guida senza patente - Arresto - Applicabilità - Condizioni - L'art. 73, d.lgs. n. 159 del 2011 punisce con la pena dell'arresto la guida di un autoveicolo senza aver conseguito patente di guida, o dopo che la stessa sia stata negata, sospesa o revocata, a condizione che il conducente sia stato sottoposto, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione personale; in mancanza di tale condizione, la medesima condotta è sanzionata dall'art. 116, comma 15, del C.d.S. con una sanzione amministrativa, salvo il caso di recidiva nel biennio.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 25824 del 15/06/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Guida senza patente - Recidiva biennio - Fattispecie autonoma di reato - A seguito del D.Lgs. n. 8 del 2016, che ha escluso espressamente l'applicabilità dell'intervenuta abrogatio criminis alle ipotesi aggravate delle fattispecie incluse nell'intervento di depenalizzazione (riguardando solo le violazioni "per le quali è prevista la sola pena della multa e dell'ammenda"), il reato di guida senza patente, nell'ipotesi aggravata dalla recidiva nel biennio per il quale non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato, si configura come fattispecie autonoma di reato, rispetto al quale la recidiva integra un elemento costitutivo.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 25329 del 13/06/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Guida senza patente - Recidiva nel biennio - Fattispecie autonoma di reato - Il reato di guida senza patente, nell'ipotesi aggravata dalla recidiva nel biennio prevista dall'art. 116, comma 15, secondo periodo del C.d.S., non è stato depenalizzato dal d.lgs. n. 8 del 2016, e si configura come fattispecie autonoma di reato, rispetto al quale la recidiva integra un elemento costitutivo.

.Corte di Cassazione Penale, Sezioni Unite, sentenza numero 12064 del 22/03/2023
Circolazione Stradale - Artt. 116 e 135 del Codice della Strada e artt. 477 e 482 del c.p. - Patente extra UE o SEE falsa - La contraffazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero non appartenente all'Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo integra i reati di cui agli artt. 477 e 482 del c.p. anche quando non ricorrono le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo in Italia.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 5367 del 21/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 116, 141 e 193 del Codice della Strada - Incidente stradale - Mancanza della copertura assicurativa e della patente di guida - Ricostruzione della dinamica del sinistro - Responsabilità - In tema di incidenti stradali, la mancata copertura assicurativa obbligatoria del veicolo tamponato e la mancanza della prescritta patente di guida del suo conducente, in quanto mai conseguita, non conduce ad una diversa ricostruzione della dinamica del sinistro dalla quale emerge l'esclusiva responsabilità del conducente del veicolo tamponante, con il contestuale respingimento della domanda risarcitoria.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione VI, sentenza numero 4580 del 02/02/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Guida senza patente - Condizioni per l'esecuzione del mandato di arresto europeo - Realizzazione della recidiva nel biennio - Al fine di ritenere sussistente il reato di guida senza patente, anche per dare esecuzione al mandato di arresto europeo ed affinché si realizzi la recidiva nel biennio, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato, ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato escludendo, pertanto ogni rilievo circa la data del fatto precedente alla realizzazione del reato preso in esame.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 706 del 11/01/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada e art. 495 c.p. - Guida senza patente - Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri - Declinare le false generalità per evitare il sequestro del veicolo, anche se appartenente a terzi, perché sprovvisto della patente di guida in quanto mai conseguita, integra il reato di cui all'art. 495 del c.p..

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 603 del 11/01/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada e artt. 589-bis e 590-bis c.p. - Omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime - Misura cautelare della custodia in carcere - E' giustificata la misura cautelare della custodia in carcere del soggetto che, già avvezzo al mancato rispetto di ogni regola, sprovvisto della patente di guida perché mai conseguita, già in occasione di una pregressa occasione aveva tentato di utilizzare un'autovettura quale strumento per investire una persona e che, successivamente, ponendosi alla guida di un veicolo, provocava lesioni gravi ad una persona con la quale aveva avuto un dissidio e la morte di altra persona e che, nell'immediatezza del fatto e con la complicità del padre, cercava di depistare le indagini.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione I, sentenza numero 415 del 10/01/2023
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Misure di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. - Causa di non punibilità - Diniego - Motivazioni - Costituisce valido motivo di diniego delle cause di non punibilità per particolare tenuità del fatto il comportamento del soggetto che, sottoposto a misure di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., sprovvisto della patente perché mai conseguita, mostra di essere insensibile al sistema di controlli e di vigilanza che discendono dall'applicazione della misura di prevenzione al fine di contenere la sua acclarata pericolosità sociale, circolando, senza alcun motivo, liberamente e incontrollato alla guida di un veicolo che non poteva condurre.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 44208 del 21/11/2022
Circolazione Stradale - Artt. 116, 127, 180, 216 e 218 del Codice della Strada e art. 483 c.p. - Patente di guida - Falsa denuncia di smarrimento della patente ritirata in altro Paese - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico - Sussistenza - Denunciare falsamente alle competenti autorità lo smarrimento della propria patente di guida comunitaria, precedentemente ritirata in un altro Paese per violazioni delle norme che regolano la circolazione stradale, configura il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ed la conseguente confisca della nuova patente emessa.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 30806 del 09/08/2022
Circolazione Stradale - Artt. 116 e 135 del Codice della Strada e art. 589 bis c.p. - Omicidio stradale - Titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato extra UE o SEE scaduta di validità e residente in Italia da oltre un anno - Aggravante - Il conducente titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenente all'Unione Europea o allo Spazio economico Europeo scaduta di validità e residente in Italia da oltre un anno coinvolto in un sinistro stradale che cagioni la morte di una persona, incorre nell'aggravante di cui all'art. 589-bis c.p., comma 6 che prevede un aumento di pena se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, essendo la condizione del trasgressore equiparabile a quella del conducente non munito di patente di guida.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione II, ordinanza numero 23815 del 01/08/2022
Circolazione Stradale - Artt. 116, 120, 130 e 219 del Codice della Strada - Revoca della patente di guida e requisiti morali per ottenerne il rilascio - Provvedimenti riabilitativi - Affidamento in prova ai servizi sociali - L'espressione provvedimenti riabilitativi ricomprende non solo l'istituto della riabilitazione di cui all'art. 178 c.p., a cui va attribuito uno spettro di applicazione più ampio, ma anche altri provvedimenti, tra cui quello dell'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali, atteso che entrambi gli istituti estinguono gli effetti penali della condanna, nella concreta fattispecie la perdita dei requisiti morali necessari per il conseguimento della patente di guida.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 27417 del 14/07/2022
Circolazione Stradale - Artt. 116 e 121 del Codice della Strada e artt. 48 e 480 del C.P. - Esame di idoneità per il rilascio della patente di guida - Esibizione di documento di identità contraffatto per sostenere la prova di esame al posto del reale candidato - Si configura il reato di falsità ideologica per induzione in errore del pubblico ufficiale l'esibizione, al posto del reale candidato, della carta di identità falsificata al funzionario della Motorizzazione Civile in sede di esame teorico per il conseguimento della patente di guida già positivamente concluso.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 21294 del 01/06/2022
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Guida senza patente di guida - Reiterazione della violazione nel biennio - Recidiva - In tema di reati esclusi dalla depenalizzazione nelle ipotesi aggravate dalla recidiva, tra cui la guida senza patente e tuttora penalmente rilevante nell'ipotesi di recidiva nel biennio, la nozione di recidiva oggi ricorre non più solo in caso di accertamento giudiziale irrevocabile di un reato della stessa specie, ma anche quando risulti una precedente violazione amministrativa definitivamente accertata, sebbene la disposizione non si applichi ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della norma, per i quali, dunque, la recidiva ricorre solo in caso di accertamento definitivo giudiziale di un precedente reato della medesima specie.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione V, sentenza numero 4895 del 10/02/2022
Circolazione Stradale - Artt. 116 e 123 del Codice della Strada - Abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore - CQC ed attestato finale di frequenza del corso - Falsificazione del registro delle presenze dei frequentanti presso l'autoscuola - Commette reato colui che consegue la carta di qualificazione del conducente e l'attestato finale di frequenza del corso a seguito della falsificazione del registro delle presenze dei frequentanti presso l'autoscuola, ed è esclusa la meritevolezza delle attenuanti generiche anche se l'imputato si sia poi successivamente attivato ed abbia ottenuto, dopo regolare partecipazione ad un corso, il rilascio della CQC necessaria allo stesso per svolgere la propria attività lavorativa.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 47589 del 16/10/2017
Circolazione Stradale - Artt. 116, 122, 186, 186-bis e 218 del Codice della Strada - Guida in stato di ebbrezza alcolica sotto l'influenza dell'alcool - Sanzione accessoria della sospensione della patente - Illecito commesso da persona sprovvista di patente o titolare di foglio rosa - Inapplicabilità - Non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che discenda per legge da illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a chi li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione, o li abbia commessi con il foglio rosa o, se richiesta, non sia stata mai conseguita e non può essergli precluso, per un periodo corrispondente alla durata della sospensione, il diritto ad ottenerla nel caso in cui non ne sia ancora in possesso.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 14140 del 08/04/2015
Circolazione Stradale - Art. 116 del Codice della Strada - Guida senza patente - Titolo abilitativo conseguito all'estero - Elemento costitutivo - Onere della dimostrazione - In caso di mancanza del documento originale della patente di guida e di indicazioni relative agli estremi e alle caratteristiche del presunto documento abilitativo, dalle quali poter evincere la rilevanza del predetto titolo ai fini dell'esclusione del reato, nessuna indagine a carattere meramente esplorativo compete all'autorità giudiziaria, gravando sul ricorrente l'onere di dimostrare l'esistenza del titolo conseguito all'estero.

 

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