CODICE DELLA STRADA

Decreto legislativo 30.04.1992, n. 285

Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio

TITOLO V
NORME DI COMPORTAMENTO

 

Articolo 141 CdS
Velocità

(Vedi art. 141 del Prontuario del Codice della Strada)
(Vedi art. 342 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del C.d.S.)

   1. È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.
   2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.
   3. In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.
   4. Il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.
   5. Il conducente non deve gareggiare in velocità.
   6. Il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.
   7. All'osservanza delle disposizioni del presente articolo è tenuto anche il conducente di animali da tiro, da soma e da sella.
   8. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87,00 a euro 344,00.
   9. Salvo quanto previsto dagli articoli 9-bis e 9-ter, chiunque viola la disposizione del comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 173,00 a euro 694,00.
   10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente di cui al comma 7 la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 26,00 a euro 102,00.
   11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00.

 

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OSSERVAZIONI

* La velocità talmente ridotta tenuta dal conducente tamponato, tanto da risultare inadeguata alle caratteristiche della strada percorsa al punto da produrre una insidia per la circolazione degli altri veicoli e sufficiente a produrre il concorso colposo della vittima nella produzione dell'evento sinistroso, esclude comunque l'interruzione del nesso causale tra l'evento e la condotta di guida di colui che ha tamponato che non tiene in alcuna considerazione le peculiari condizioni della strada e non si avvede del veicolo tamponato, la cui condotta del conducente non è tale da ritenersi imprevedibile, improvvida ed imperita (Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 22135 del 01/06/2011).
* In relazione ai doveri di prudenza e diligenza dell'utente ed alla gestione del rischio connesso alle altrui condotte imprudenti, il codice della strada tratteggia obblighi di vasta portata in tre distinti articoli: l'art. 141 impone di regolare la velocità in relazione a tutte le condizioni rilevanti, in modo che sia evitato ogni pericolo per la sicurezza, nonché di mantenere condizioni di controllo del veicolo idonee a fronteggiare ogni "ostacolo prevedibile"; l'art. 145 pone la regola della "massima prudenza" nell'impegnare un incrocio e l'art. 191 prescrive la massima prudenza nei confronti dei pedoni, sia che si trovino sugli appositi attraversamenti, sia che abbiano comunque già iniziato l'attraversamento della carreggiata.
* Nel caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta causati dalla spinta meccanica in avanti impressa dal veicolo sopraggiunto a velocità sostenuta all'ultimo veicolo della colonna, causando così un tamponamento a catena delle altre vetture, non trova applicazione la presunzione di uguale colpa, ex art. 2054, comma 2, c.c. a carico dei conducenti di ciascuna coppia di veicoli, ma l'unico responsabile degli effetti delle collisioni è da ricercare nel conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l'ultimo dei veicoli della colonna stessa (Corte di Cassazione Civile, Sezione VI - 3, ordinanza numero 15788 del 15/06/2018).
* In caso di sinistro per tamponamento, le norme presenti nel C.d.S. da applicare circoscritte, alternativamente, a due:
   - l'art. 141 (Velocità) per non aver regolato la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione o
   - l'art. 149 (Distanza di sicurezza tra veicoli) per non aver tenuto, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con lo stesso.
 In base a quanto sopra premesso, la sostanziale differenza è nel veicolo che precede (tamponato): se questi è fermo è preferibile applicare l'art. 141 (in quanto lo stesso è un ostacolo prevedibile); se in fase di movimento o di rallentamento è preferibile applicare l'art. 149 (in quanto il veicolo tamponante non manteneva una distanza di sicurezza da quello che lo precedeva).
* Le regole di condotta stabilite dall'art. 141 C.d.S. impongono al conducente di un veicolo di regolare la velocità anche in relazione alle caratteristiche del veicolo ed alle condizioni ambientali, intese nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione e tenendo altresì conto di eventuali imprudenze altrui, così da conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l'arresto del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità (Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 21690 del 22/05/2023).

 

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GIURISPRUDENZA

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 1958 del 17/01/2024
Circolazione Stradale - Artt. 141, 191 e 193 del Codice della Strada - Incidente stradale - Investimento di pedone - Omicidio stradale - Presunta inevitabilità dell'evento in relazione al comportamento del pedone - Valutazione - Nello specifico campo della circolazione stradale, compreso quello del pedone intento nell'attraversamento della careggiata, trova opportuno temperamento nell'opposto principio secondo il quale l'utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 658 del 09/01/2024
Circolazione Stradale - Artt. 141, 190 e 191 del Codice della Strada - Comportamento dei pedoni e dei conducenti nei confronti dei pedoni - Attraversamento della carreggiata - Investimento di pedone - Comportamento negligente ed imprudente - Responsabilità - La prevedibilità che il pedone attraversi la carreggiata, pur con comportamento negligente, imprudente e con incedere lento al di fuori degli attraversamenti pedonali su di un tratto rettilineo e con buona visibilità configura il reato di omicidio colposo per il conducente del motociclo che lo investe.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 37051 del 11/09/2023
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Incidente stradale - Omicidio colposo - In materia di omicidio colposo, l'automobilista che per colpa, consistita in violazione di regole di prudenza e delle norme sulla circolazione, sbandi ripetutamente e si arresti, alla fine, ponendosi di traverso sulla carreggiata di una strada pone in essere, con la sua condotta, una condizione necessaria dell'arresto del traffico e delle successive eventuali collisioni quando non sia ravvisabile l'intervento di fattori anomali, eccezionali ed atipici che interrompano il legame di imputazione del fatto alla sua condotta colposa sì da relegarlo a mera occasione, poiché lo stesso pone in essere un fattore causale originario di rischio dei successivi eventi collisivi, e l'eventuale condotta colposa (eccessiva velocità o mancato rispetto della distanza di sicurezza) dei guidatori dei veicoli sopraggiunti, seppure sinergica, non può ritenersi da sola sufficiente a determinare l'evento non essendo qualificabile come atipica ed eccezionale ma potendo, bensì, collocarsi nell'ambito della prevedibilità.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 34351 del 04/08/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14, 16 e 141 del Codice della Strada e art. 589-bis c.p. - Omicidio stradale - Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati - Distanza per impiantare alberi lateralmente alla strada - Rimozione - Retroattività della previsione del nuovo C.d.S. - In tema di omicidio colposo, ove in un sinistro stradale si verifichi il decesso del conducente di un veicolo in conseguenza dell'impatto con un albero posto a meno di sei metri dal confine stradale, la responsabilità penale del proprietario è configurabile solo se tale albero è stato piantato dopo l'entrata in vigore dell'art. 16 C.d.S. e art. 26 del Reg. stesso C.d.S., in quanto il divieto previsto da tali norme non comporta l'obbligo di rimozione delle piante già esistenti a tale data nella fascia di rispetto.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 23886 del 04/08/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141, 142 e 143 del Codice della Strada - Incidente stradale - Ostacolo imprevisto - Velocità - Manovre di emergenza - Invasione dell'opposta corsia di marcia - Ai fini dell'esclusione della responsabilità in un sinistro stradale, dimostrare la presenza dell'ostacolo imprevisto sulla sede stradale, motivo dell'invasione dell'opposta corsia di marcia, risulta superfluo allorquando il conducente del veicolo proceda ad una velocità superiore al limite consentito, dal momento che una velocità più moderata e rispettosa del limite gli avrebbe consentito di far fronte in sicurezza a quell'ostacolo imprevisto.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, sentenza numero 14189 del 23/05/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14, 39, 40 e 141 del Codice della Strada - Incidente stradale - Fatiscenti condizioni della strada - Mancanza di illuminazione - Velocità non adeguata allo stato dei luoghi- Responsabilità custodiale - Responsabilità - Concorso - La mancanza d'illuminazione dei luoghi, il margine destro della carreggiata privo della delimitazione con striscia continua orizzontale e la mancanza di segnalazione del muro nascosto da una folta vegetazione, unitamente alla velocità del veicolo, del tutto inadeguata rispetto allo stato dei luoghi, avallano il concorso di responsabilità della vittima.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 21690 del 22/05/2023
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Incidente stradale con esito mortale - Velocità - Regole di condotta - Responsabilità - In tema di omicidio colposo, commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, anche il rispetto del limite massimo di velocità consentito, o di moderare adeguatamente la velocità in relazione alle caratteristiche del veicolo ed alle condizioni ambientali (inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione) tenendo altresì conto di eventuali imprudenze altrui, non esclude la responsabilità del conducente qualora la causazione dell'evento sia comunque riconducibile alla violazione delle regole di condotta stabilite dall'art. 141 C.d.S..

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 20253 del 12/05/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141, 218 e 222 del Codice della Strada - Incidente stradale con esito mortale - Velocità non adeguata e non commisurata allo stato dei luoghi - Comportamento del conducente post sinistro - Diniego delle circostanze attenuanti generiche - Criteri di valutazione della sospensione della patente di guida - E' responsabile del sinistro il conducente che, verosimilmente privo di cognizione circa le modalità di guida di quella particolare tipologia di veicolo a trazione posteriore ed integrale e delle delicate manovre che avrebbe dovuto porre in atto in caso di "sovrasterzo", tiene una velocità non adeguata e non commisurata allo stato dei luoghi, in considerazione delle condizioni metereologiche e dell'ora serale escludendo altresì l'applicabilità delle circostanze attenuanti generiche in ragione della condotta dell'imputato che, immediatamente dopo il sinistro, aveva spostato il corpo senza vita della vittima nel tentativo di addossare al defunto la responsabilità dell'incidente.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 8484 del 27/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 117, 141, 162 e 222 del Codice della Strada e 589 c.p. - Incidente stradale - Stato di pericolo in conseguenza di condotta di guida imprudente - Rapporto diretto di causalità tra condotta omissiva e produzione dell'evento mortale - Lo stato di pericolo costituito dall'arresto del veicolo condotto dal conducente nella corsia centrale del tratto autostradale è conseguenza della sua condotta di guida imprudente in considerazione dello stato di neopatentata, l'eccesso di velocità tenuto in autostrada, aver omesso di posizionare il triangolo ed indossare il giubbotto catarifrangente, segnalando così ai conducenti che sopravvivano, la presenza dell'ostacolo rappresentato dal proprio veicolo che occupava la carreggiata.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 7877 del 23/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141, 142 e 154 del Codice della Strada - Incidente stradale - Cause e concause - Responsabilità - In tema di incidente stradale, non è esente da responsabilità il conducente del veicolo che prosegue la marcia a velocità superiore al limite vigente sul tratto di strada, inadeguata a consentirgli di evitare il sinistro in relazione all'orario notturno e al fondo stradale bagnato, poiché la manovra di svolta non consentita eseguita dal veicolo antagonista e l'omesso utilizzo delle cinture di sicurezza da parte della passeggera deceduta sono da considerare condotte non imprevedibili.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 5367 del 21/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 116, 141 e 193 del Codice della Strada - Incidente stradale - Mancanza della copertura assicurativa e della patente di guida - Ricostruzione della dinamica del sinistro - Responsabilità - In tema di incidenti stradali, la mancata copertura assicurativa obbligatoria del veicolo tamponato e la mancanza della prescritta patente di guida del suo conducente, in quanto mai conseguita, non conduce ad una diversa ricostruzione della dinamica del sinistro dalla quale emerge l'esclusiva responsabilità del conducente del veicolo tamponante, con il contestuale respingimento della domanda risarcitoria.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 6154 del 14/02/2023
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada e art. 589 c.p. - Omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale - Velocità - Eccesso di velocità relativa - In tema di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, il giudice, nel formulare il proprio apprezzamento sull'eccesso di velocità relativa, ovvero non adeguata e pericolosa in rapporto alle circostanze di tempo e di luogo, indipendentemente dai prescritti limiti fissi di velocità, non è tenuto a determinare con precisione ed in termini aritmetici il limite di velocità ritenuto innocuo, essendo sufficiente l'indicazione degli elementi di fatto e delle logiche deduzioni in base ai quali la velocità accertata è ritenuta pericolosa in rapporto alla situazione obiettiva ambientale.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 6152 del 14/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141, 186, 187, 189 e 219 del Codice della Strada - Omicidio stradale - Mancato riconoscimento delle attenuanti - Nessun riconoscimento delle attenuanti al conducente del veicolo che, in stato di ebbrezza alcolica sotto l'influenza dell'alcool ed in stato di alterazione psico fisica per uso di sostanze stupefacenti, prosegue a velocità sostenuta, guidando in modo dissennato passando da una corsia all'altra per superare i mezzi che lo precedono ed investendo il motociclo che lo precede, causando la morte della passeggera ed il ferimento grave del conducente ed abbandonando poi il mezzo per allontanarsi.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 5411 del 08/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 142 del Codice della Strada - Incidente stradale - Rispetto del limite massimo di velocità - Velocità pericolosa - In tema di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, anche l'eventuale rispetto del limite massimo di velocità consentito non esclude la responsabilità del conducente qualora la causazione dell'evento sia comunque riconducibile alla violazione delle regole di condotta stabilite dall'art. 141 C.d.S. anche alla luce del fatto che nel formulare il proprio apprezzamento sull'eccesso di velocità relativa il giudice non è tenuto a determinare con precisione ed in termini aritmetici il limite di velocità ritenuto innocuo, essendo sufficiente l'indicazione degli elementi di fatto e delle logiche deduzioni in base ai quali la velocità accertata è ritenuta pericolosa in rapporto alla situazione obiettiva ambientale.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 3739 del 08/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 21, 38, 40, 141 e 148 del Codice della Strada - Incidente stradale - Sorpasso non consentito da doppia linea continua - Invasione della corsia opposta di marcia - Cantiere stradale - Anomalia in carreggiata - In caso di sinistro stradale provocato dal conducente del veicolo che effettua un sorpasso ad alta velocità e non consentito da doppia linea continua, con invasione della corsia opposta di marcia e di un cantiere stradale all'interno del quale si trovava un tombino aperto, non vi è alcuna esigenza di porre ulteriori cartelli di avviso della presenza del cantiere, anche sul lato opposto della carreggiata di percorrenza dei veicoli, in quanto non vi è alcuna esigenza di segnalazione prevalendo l'affidamento sulla diligenza degli utenti della strada in relazione al citato divieto di sorpasso.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI, ordinanza numero 3581 del 06/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 149 del Codice della Strada - Incidente stradale - Velocità - Distanza di sicurezza tra veicoli - Tamponamento - Responsabilità - In tema di sinistro stradale, il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l'arresto tempestivo dello stesso, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l'avvenuto tamponamento pone a carico del conducente medesimo una presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 4155 del 01/02/2023
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Incidente stradale - Abbagliamento da raggi solari - Velocità - Prudenza - Provvedimenti da adottare - Il fenomeno dell'abbagliamento dai raggi solari durante la circolazione non rientra nelle ipotesi di caso fortuito per le quali è ipotizzabile un esonero di responsabilità del soggetto agente, trattandosi di un fenomeno naturale, la cui insorgenza è del tutto prevedibile in determinate circostanze e, in tale ipotesi, il conducente deve moderare la velocità e, se necessario, arrestare la marcia fino a quando la condizione impeditiva sussista.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 2291 del 20/01/2023
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Incidente stradale - Velocità - Reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme in materia di circolazione stradale - La velocità superiore al limite imposto, la massa decisamente rilevante del mezzo dotato di rimorchio, la conformazione della strada e le condizioni del manto stradale bagnato influiscono sul suo spazio di arresto e sulla determinazione dell'evento, sebbene il conducente della vettura, a cui è riconosciuto il concorso di colpa e che proseguiva nel senso di marcia contrario, serbi una condotta di guida pericolosa ed avventata, invadendo la corsia dell'autocarro.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 565 del 11/01/2023
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 145 del Codice della Strada e art. 590-bis c.p. - Incidente stradale - Lesioni personali stradali gravi o gravissime - Incrocio - Precedenza - Regolazione della velocità - Il conducente con diritto di precedenza che procede in osservanza del limite di velocità vigente nel tratto di strada interessato collide con altro veicolo ben visibile che doveva concedere precedenza, come da segnale presente in luogo, non è esente da profili di colpa specifica per aver in ogni caso violato il disposto dell'art. 141 C.d.S. che obbliga di regolare la velocità del veicolo in prossimità dell'intersezione, di conservarne il controllo e di essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI - 2, ordinanza numero 25354 del 25/08/2022
Circolazione Stradale - Artt. 11 e 141 del Codice della Strada - Servizi di polizia stradale - Rilievo di incidenti stradali - Rapporto di incidente stradale - Valore - Il rapporto di incidente stradale rilevato dall'organo di polizia fa piena prova, fino a querela di falso, solo delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesti come avvenuti in sua presenza, mentre, per quanto riguarda le altre circostanze di fatto che egli segnali di avere accertato nel corso dell'indagine, per averle apprese da terzi o in seguito ad altri accertamenti, il verbale, per la sua natura di atto pubblico, ha pur sempre un'attendibilità intrinseca che può essere infirmata solo da una specifica prova contraria.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 29361 del 25/07/2022
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 182 del Codice della Strada - Velocità - Circolazione dei velocipedi - L'assenza di tracce di frenata dell'autovettura sul luogo del sinistro non è necessariamente indice di una velocità sostenuta della controparte, conducente di velocipede, ma potrebbe essere imputabile alla condotta di guida non prudenziale dello stesso conducente della vettura e, pertanto, è doverosa una valutazione degli elemeti a disposizione quali i danni riportati dall'auto e la violenza dell'impatto.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 23116 del 14/06/2022
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Velocità - La velocità "prudenziale" a cui fa riferimento l'art. 141 del C.d.S. è quella che permette di mantenere il controllo del proprio veicolo e di compiere manovre di emergenza senza creare ulteriori pericoli e che permette l'arresto del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità, nonchè quella che permette l'arresto dinanzi ad ostacoli prevedibili.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 18748 del 12/05/2022
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 191 del Codice della Strada - Incidente stradale - Abbagliamento da raggi solari - Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni - L'abbagliamento da raggi solari del conducente di un automezzo non integra un caso fortuito; in una tale situazione il conducente è tenuto a ridurre la velocità ed anche interrompere la marcia ed attendere di superare gli effetti del fenomeno impeditivo della visibilità

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 8459 del 14/03/2022
Circolazione Stradale - Artt. 141, 190 e 191 del Codice della Strada e art. 591 bis del c.p. - Comportamento dei pedoni e dei conducenti nei confronti dei pedoni - Omicidio stradale - Responsabilità del conducente per l'investimento del pedone - Motivi di esclusione - In tema di reati colposi, quali omicidio o lesioni, posti in essere nell'ambito della circolazione stradale, per escludere la responsabilità del conducente per l'investimento del pedone è necessario che la condotta di quest'ultimo si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista e imprevedibile dell'evento, che sia stata da sola sufficiente a produrlo, poiché il conducente che noti sul percorso la presenza di pedoni che tardano a scansarsi, deve rallentare la velocità e, occorrendo, anche fermarsi allo scopo di prevenire inavvertenze e indecisioni pericolose dei pedoni stessi che si presentino ragionevolmente prevedibili e probabili.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI, ordinanza numero 15788 del 15/06/2018
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 149 del Codice della Strada - Distanza di sicurezza tra veicoli - Scontri successivi tra veicoli incolonnati causati dalla spinta meccanica generata dal sopraggiungere veloce del veicolo - Responsabilità - Nel caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta causati dalla spinta meccanica in avanti impressa dal veicolo sopraggiunto a velocità sostenuta all'ultimo veicolo della colonna, causando così un tamponamento a catena delle altre vetture, l'unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l'ultimo dei veicoli della colonna stessa.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 25552 del 23/05/2017
Circolazione Stradale - Artt. 141 e 190 del Codice della Strada - Sinistro stradale - Norme sulla disciplina della circolazione stradale - Previsione eventuali imprudenze altrui - L'obbligo di moderare adeguatamente la velocità in relazione alle caratteristiche del veicolo e alle condizioni ambientali, come una strada cittadina bagnata poco illuminata di sera e nei pressi di una fermata della metropolitana, deve essere inteso nel senso che il conducente deve essere non solo sempre in grado di padroneggiare assolutamente il veicolo in ogni evenienza, ma deve anche prevedere le eventuali imprudenze altrui e tale obbligo trova il suo limite naturale unicamente nella ragionevole prevedibilità degli eventi, oltre il quale non è consentito parlare di colpa.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 33207 del 31/07/2013
Circolazione Stradale - Artt. 141, 190, 191 e 193 del Codice della Strada e art. 589-bis c.p. - Investimento di pedone - Esenzione della responsabilità da parte del conducente - Presupposti - In caso di investimento di pedone, il conducente del veicolo può essere esente da responsabilità non per il solo comportamento colposo del pedone, ma quando la condotta del pedone configuri una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista nè prevedibile e che sia stata da sola sufficiente a produrre l'evento; basti pensare al conducente del veicolo investitore che si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 6967 del 22/02/2012
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Doveri di prudenza e diligenza dell'utente - Le norme sulla circolazione stradale impongono all'utente severi doveri di prudenza e diligenza proprio per fare fronte a situazioni di pericolo, anche quando siano determinate da altrui comportamenti irresponsabili; in particolare l'art. 141 del C.d.S. impone di regolare la velocità in relazione a tutte le condizioni rilevanti, in modo che sia evitato ogni pericolo per la sicurezza, nonché di mantenere condizioni di controllo del veicolo idonee a fronteggiare ogni "ostacolo prevedibile".

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 22135 del 01/06/2011
Circolazione Stradale - Art. 140, 141 e 149 del Codice della Strada - Principio informatore della circolazione - Doveri di prudenza e diligenza dell'utente - Velocità - Distanza di sicurezza tra veicoli - La velocità ridotta tenuta dal conducente del veicolo tamponato, tanto da risultare inadeguata alle caratteristiche della strada percorsa al punto da produrre una insidia per la circolazione degli altri veicoli, produce un corso di colpa di quest'ultimo ma esclude l'interruzione del nesso causale tra l'evento e la condotta di guida di colui che ha tamponato.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 29206 del 20/07/2007
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Velocità definita in relazione alle diverse condizioni e circostanze di qualsiasi natura - La regola cautelare contenuta nell'art. 141 C.d.S. appartiene al novero di quelle c.d. "elastiche" ed impone di tenere una velocità prudenziale, ma non definisce quale essa sia attraverso parametri rigidi in quanto la norma vuole che essa sia definita in relazione alle condizioni e circostanze concrete nelle quali si pone l'atto della guida e va dimostrata con tutte le peculiarità del caso concreto.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 2539 del 06/03/1996
Circolazione Stradale - Art. 141 del Codice della Strada - Velocità - Anche una velocità inferiore al limite massimo prescritto dalla legge sulla circolazione stradale nei centri abitati non è da ritenere sempre prudenziale; al contrario, il limite massimo di velocità non deve essere confuso con l'obbligo di adeguare la velocità del veicolo alle particolari circostanze di tempo e di luoghi, tuttavia anche una velocità inferiore può ben risultare inadeguata alle circostanze e costituire ragione di responsabilità penale per colpa, se si ponga come causa di infortunio alle persone.

 

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