CODICE DELLA STRADA

Decreto legislativo 30.04.1992, n. 285

Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio

TITOLO II
DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE

CAPO I
Costruzione e tutela delle strade ed aree pubbliche

 

Articolo 14 CdS (1)
Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade

(Vedi art. 000 del Prontuario del Codice della Strada)
(Vedi art. 25 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del C.d.S.)

   1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono:
      a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;
      b) al controllo tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
      c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.
2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre:
      a) al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di cui al presente titolo;
      b) alla segnalazione agli organi di polizia delle violazioni alle disposizioni di cui al presente titolo e alle altre norme ad esso attinenti, nonché alle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e nelle concessioni.
2-bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresì, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché realizzati in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza.
3. Per le strade in concessione i poteri e i compiti dell'ente proprietario della strada previsti dal presente codice sono esercitati dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito.
4. Per le strade vicinali di cui all'art. 2, comma 7, i poteri dell'ente proprietario previsti dal presente codice sono esercitati dal comune.

 

(1) Ai compiti già previsti dal presente articolo spettanti agli enti proprietari delle strade, va ad aggiungersi quanto previsto dall'art. 47 della legge 29.07.2010 n. 120, che testualmente recita:
   "Obblighi degli enti proprietari e concessionari delle strade e delle autostrade"
   "1. Gli enti proprietari e concessionari delle strade e delle autostrade nelle quali si registrano più elevati tassi di incidentalità effettuano specifici interventi di manutenzione straordinaria della sede stradale e autostradale, delle pertinenze, degli arredi, delle attrezzature e degli impianti, nonché di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica e delle barriere volti a ridurre i rischi relativi alla circolazione. Al finanziamento degli interventi di cui al presente comma si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
   2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le tipologie di interventi di cui al comma 1, con particolare riferimento alla sostituzione della segnaletica obsoleta o danneggiata, alla sostituzione delle barriere obsolete o danneggiate, all'utilizzo di strumenti e dispositivi, anche realizzati con materiale proveniente da pneumatici usati, idonei a migliorare la sicurezza della circolazione stradale, nonché alla sistemazione, al ripristino e al miglioramento del manto stradale.
   3. Degli interventi di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e al presente articolo si tiene conto ai fini della definizione degli obblighi a carico dell'ente concessionario e delle modalità di determinazione degli incrementi tariffari nelle convenzioni da stipulare successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge
.".

 

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OSSERVAZIONI

* In un'area privata aperta all'uso pubblico, la regolamentazione della sosta dei veicoli è affidata al Comune (art. 38, comma 10 del C.d.S.) attraverso apposita ordinanza motivata (art. 5, comma 3 del C.d.S.). Al proprietario dell'area privata aperta all'uso pubblico spetta, invece, l'apposizione e la manutenzione dell'apposita segnaletica (art. 14 del C.d.S.).

 

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GIURISPRUDENZA

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, sentenza numero 2376 del 24/01/2024
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 193 del Codice della Strada - Buca presente nel manto stradale - Inciampo da parte del pedone - Responsabilità da cose in custodia - Risarcimento - Nesso causale - Condizioni - In ambito di responsabilità da cose in custodia, nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa del soggetto danneggiato, il quale, per poter interrompere il nesso causale con la "res" in custodia, questa deve presentare natura autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 33074 del 28/11/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Caduta in carreggiata pavimentata con sampietrini - Obblighi di custodia dell'ente proprietario - Risarcimento danni - Condizioni - Escluso il nesso eziologico in relazione alle intrinseche caratteristiche dei sampietrini che non costituiscono, di per se' soli, insidia o trabocchetto e non danno luogo a concorso di colpa dell'ente proprietario, a meno di condizioni peculiari, adeguatamente dimostrabili dall'infortunato.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 32643 del 23/11/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Evento atmosferico improvviso - Allagamento del fondo stradale - Ribaltamento del veicolo - Presunto difetto di manutenzione della strada - Le precipitazioni atmosferiche integrano l'ipotesi di caso fortuito, ai sensi dell'art. 2051 c.c. quando assumono i caratteri dell'imprevedibilità oggettiva e dell'eccezionalità, da accertarsi da parte del custode, con indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (dati pluviometrici) di lungo periodo, riferiti al contesto specifico di localizzazione della "res" oggetto di custodia, la quale va considerata nello stato in cui si presenta al momento dell'evento atmosferico, restando, invece, irrilevanti i profili relativi alla diligenza osservata dal custode in ordine alla realizzazione e manutenzione dei sistemi di deflusso delle acque piovane.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 31949 del 16/11/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 193 del Codice della Strada - Manutenzione, gestione e pulizia delle strade - Alla luce del consolidato principio secondo il quale anche il custode di una strada aperta al pubblico transito risponde delle alterazioni della stessa, a meno che non provi il carattere improvviso della modifica delle condizioni originarie e non sia stato inesigibile un intervento tale da scongiurare, per quanto possibile, le conseguenze potenzialmente dannose di tale modifica, il custode stesso risponde del sinistro causato dalla collisione del veicolo con una ruota di un articolato sulla sede autostradale in ore notturne e con condizioni atmosferiche avverse se non dimostri di aver espletato adeguatamente il servizio di vigilanza sul tratto di strada.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 30394 del 02/11/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Manutenzione, gestione e pulizia delle strade - Caduta di pedone - Condizioni per il risarcimento - La presenza di illuminazione nel tratto di strada oggetto del sinistro, la intrinseca staticità dell'anomalia e le condizioni della stessa, tali da renderla agevolmente percepibile in quanto ampia e non occultata da ostacoli, sono elementi che obiettivamente imponevano al danneggiato un dovere di ragionevole cautela, tanto da ritenersi che la caduta sia stata causata dall'imprudenza e distrazione, esonerando da ogni responsabilità dell'ente proprietario della strada.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 27137 del 22/09/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Poteri, obblighi e compiti degli enti proprietari delle strade - Manutenzione, gestione e controllo tecnico - Pertinenze - L'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito, anche non essendo custode dei fondi privati che la fiancheggiano e non avendo alcun obbligo di provvedere alla manutenzione dei medesimi ha, tuttavia, l'obbligo di vigilare affinché dai suddetti fondi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e - in caso affermativo - di attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 34351 del 04/08/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14, 16 e 141 del Codice della Strada e art. 589-bis c.p. - Omicidio stradale - Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati - Distanza per impiantare alberi lateralmente alla strada - Rimozione - Retroattività della previsione del nuovo C.d.S. - In tema di omicidio colposo, ove in un sinistro stradale si verifichi il decesso del conducente di un veicolo in conseguenza dell'impatto con un albero posto a meno di sei metri dal confine stradale, la responsabilità penale del proprietario è configurabile solo se tale albero è stato piantato dopo l'entrata in vigore dell'art. 16 C.d.S. e art. 26 del Reg. stesso C.d.S., in quanto il divieto previsto da tali norme non comporta l'obbligo di rimozione delle piante già esistenti a tale data nella fascia di rispetto.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 15447 del 31/05/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Responsabilità per cose in custodia - Altezza del guard rail - L'altezza regolamentare del guard rail, pari a 75 cm., è stata normata dal D.M. n. 233 del 1992, e si applica unicamente alle strade di nuova costruzione e, pertanto, appare erronea la decisione che individua l'attitudine della cosa a recare danno esclusivamente nella sua non conformità a regole di cautela specifica, e non in rapporto alle circostanze concrete di luogo (limitazione di velocità di 50 km/h) e modalità del sinistro (impatto alla velocità di 100 km/h), così da verificare se la minore altezza del guard rail, sebbene regolamentare, fosse fattore in se’ e per se’ dotato di attitudine a recare danno nelle complessive e contingenti condizioni.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, sentenza numero 14189 del 23/05/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14, 39, 40 e 141 del Codice della Strada - Incidente stradale - Fatiscenti condizioni della strada - Mancanza di illuminazione - Velocità non adeguata allo stato dei luoghi- Responsabilità custodiale - Responsabilità - Concorso - La mancanza d'illuminazione dei luoghi, il margine destro della carreggiata privo della delimitazione con striscia continua orizzontale e la mancanza di segnalazione del muro nascosto da una folta vegetazione, unitamente alla velocità del veicolo, del tutto inadeguata rispetto allo stato dei luoghi, avallano il concorso di responsabilità della vittima.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione II, ordinanza numero 4770 del 15/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 193 del Codice della Strada - Incidente stradale - Buca in carreggiata - Nesso di causalità - Colpa concorrente della vittima - Valutazione - L'affermazione del concorso del fatto colposo della vittima, in primo grado, può essere rilevata d'ufficio dal giudice, in quanto risultino prospettati gli elementi di fatto dai quali sia desunta la sussistenza d'una condotta colposa del danneggiato, che abbia concausato il danno mentre in appello, qualora in primo grado la questione del concorso di colpa sia stata trascurata o assorbita, la parte interessata ha l'onere di impugnare la sentenza che non abbia provveduto sull'eccezione, oppure di riproporla, dal momento che la rilevabilità d'ufficio dell'eccezione non comporta di per sé che essa possa farsi valere in ogni stato e grado del processo.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 4051 del 09/02/2023
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Incidente stradale - Buche in carreggiata - Disconnessione manto stradale - Danno cagionato dalle cose in custodia - Dimostrazione caso fortuito - Responsabilità - Ove sia dedotta la responsabilità del custode per la caduta di un motociclista in corrispondenza di una sconnessione o buca stradale, l'accertamento della responsabilità deve essere condotto ai sensi dell'art. 2051 c.c. e non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima richiedendosi, per l'integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, così da degradare la condizione della cosa al rango di mera occasione dell'evento di danno.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 3745 del 08/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 39 del Codice della Strada e art. 2043 c.c. - Incidente stradale - Danni da fauna selvatica - Responsabilità tra Enti - La Regione, anche in caso di delega di funzioni alle Province, è responsabile, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Province un'autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l'attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 3144 del 02/02/2023
Circolazione Stradale - Artt. 2 e 14 del Codice della Strada - Caduta di pedone - Anomalia stradale - Responsabilità e risarcimento - Definizione e classificazione delle strade - Ente proprietario della strada - Individuazione - In tema di responsabilità per i danni causati agli utenti dal difetto di manutenzione delle strade, laddove si tratti di individuare l'ente proprietario della strada tenuto alla manutenzione dei tratti stradali e provinciali interni all'abitato di interesse ed inclusa nel centro abitato di un Comune, non è sufficiente il mero dato topografico, ma è necessario accertare se il Comune, e non la singola frazione, abbia un numero di abitanti superiore o inferiore a diecimila.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 37059 del 19/12/2022
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada e art. 2051 c.c. - Sconnessione o buca stradale - Caduta di pedone - Accertamento della responsabilità - Ricorrenza del caso fortuito - Ove sia dedotta la responsabilità del custode per la caduta di un pedone in corrispondenza di una sconnessione o buca stradale, l'accertamento della responsabilità deve essere condotto ai sensi dell'art. 2051 c.c. e non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (che potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell'esclusione del risarcimento), richiedendosi, per l'integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, così da degradare la condizione della cosa al rango di mera occasione dell'evento di danno.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione III, ordinanza numero 36411 del 13/12/2022
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 193 del Codice della Strada - Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade - Buca non segnalata e non delimitata - Caduta di pedone - Richiesta di risarcimento - Responsabilità - Nesso causale - Dimostrazione del pericolo - Una volta accertata l'esistenza d'un nesso di causa tra la cosa in custodia ed il danno, è onere del custode, per sottrarsi alla responsabilità di cui all'art. 2051 c.c., provare la colpa esclusiva o concorrente del danneggiato, mentre deve escludersi che la vittima, una volta provato il nesso di causa, per ottenere la condanna del custode debba anche provare la pericolosità della cosa.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI - 3, ordinanza numero 36172 del 12/12/2022
Circolazione Stradale - Artt. 14 e 193 del Codice della Strada - Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade - Incidente stradale causa buca - Richiesta di risarcimento - Inattendibilità del teste e contradditorietà delle versioni - Anche se ritenuta utilizzabile la testimonianza dell'unico teste addotto dall'attore quale persona che ha assistito all'incidente per cui è causa, la sua inattendibilità unitamente alla contraddizione tra la sua versione e quella esposta in citazione dall'attore ed alla dinamica dei fatti, il sinistro potrebbe non reputarsi adeguatamente provato con la conseguenza di vedersi respinta la richiesta di risarcimento del danno.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI - 3, ordinanza numero 9610 del 24/03/2022
Circolazione Stradale - Artt. 2 e 14 del Codice della Strada e art. 2051 C.C. - Autostrade - Sinistro causato da un cane repentinamente immessosi sulla carreggiata del tratto autostradale - Responsabilità - Nesso di causalità tra evento dannoso e la cosa in custodia - Nell'ipotesi di sinistro stradale determinato dall'inattesa ed imprevista presenza di un animale selvatico sulla carreggiata di un'autostrada, il luogo dell'incidente distante meno di un chilometro dallo svincolo autostradale e la mancanza di recinzione all'altezza dello stesso svincolo non è sufficiente a vincere la presunzione di responsabilità dalla quale è gravata ex art. 2051 c.c. la società di gestione autostradale, la quale deve dare la prova positiva che la presenza dell'animale sia stata determinata da un fatto imprevedibile ed inevitabile, idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra l'evento dannoso e la cosa in custodia.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 9252 del 24/03/2022
Circolazione Stradale - Artt. 13 e 14 del Codice della Strada - Manutenzione, gestione e controllo tecnico dell'efficienza delle strade a cura degli enti proprietari delle strade - In caso di precedenti dissesti geologici già noti, la frana interessante il tratto di strada non può essere ritenuta evento imprevedibile.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI - sottosezione 3, ordinanza numero 4509 del 11/02/2022
Circolazione Stradale - Artt. 14, 21 e 193 del Codice della Strada - Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade - Opere, depositi e cantieri stradali - Qualora il danno alla persona derivi da materiali abbandonati sulla sede stradale dall'ente incaricato dell'esecuzione dei lavori e non già dalla verificazione di un sinistro conseguente alla circolazione di veicoli a motore, è necessario si proceda alla liquidazione del danno in favore del danneggiato da parte dell'ente proprietario o custode della strada ex art. 2051 C.C. e non secondo le tabelle di cui all'art. 139 del codice delle assicurazioni, utilizzabili  per la liquidazione dei danni derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione stradale.

.Corte di Cassazione Civile, Sezione VI, sentenza numero 2667 del 28/01/2022
Circolazione Stradale - Art. 3, 14, 37 e 38 del Codice della Strada - Incidente stradale per buca - Conducente di velocipede che impegna zona pedonale esterna alla pista ciclabile - Regime giuridico dell'area teatro del sinistro - In via di principio e salvo diversa segnalazione, le zone pedonali non sono tout court interdette al transito dei velocipedi, salva la possibilità per i comuni di introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali.

.Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 39303 del 06/10/2021
Circolazione Stradale - Art. 14 del Codice della Strada - Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade - Accumulo di neve o ghiaccio sulla strada - Sinistro stradale cagionato - Responsabilità - L'omissione nell'organizzare con diligenza e tempestività l'attività diretta ad evitare la formazione di neve o ghiaccio da parte dell'ente proprietario o della ditta appaltatrice, rendendo in tal modo possibile la formazione di lastre di ghiaccio sul manto stradale ed avvenuta solo dopo il verificarsi del sinistro, costituisce un comportamento imprudente, negligente e imperito in quanto non è stata valutata adeguatamente la necessità di prestare il servizio in tempo utile.

 

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