CODICE DELLA STRADA
Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 6 CdS
Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati
(Vedi art. 6 del Prontuario del Codice della Strada)
(Vedi art. 7 e art. 8 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del C.d.S.)
Leggi qui il breve commento all’articolo 6 del Codice della strada
1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare può, conformemente alle direttive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse.
Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, può vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le condizioni e le eventuali deroghe.
1-bis. (5) Nei casi in cui risulti necessario limitare le emissioni derivanti dal traffico veicolare in relazione ai livelli delle sostanze inquinanti nell’aria, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze, sentiti il prefetto o i prefetti competenti per territorio limitatamente agli aspetti di sicurezza della circolazione stradale e gli enti proprietari o gestori dell’infrastruttura stradale, possono disporre riduzioni della velocità di circolazione dei veicoli, anche a carattere permanente, sulle strade extraurbane di cui all’articolo 2, comma 2, lettere A e B, limitatamente ai tratti stradali che attraversano centri abitati ovvero che sono ubicati in prossimità degli stessi.
1-ter. (5) L’ente proprietario o gestore dell’infrastruttura stradale provvede a rendere noti all’utenza i provvedimenti adottati ai sensi del comma 1-bis in conformità a quanto previsto dall’articolo 5, comma 3, e con le modalità di cui al comma 5.
1-quater. (5) Il controllo della velocità nelle aree individuate ai sensi del comma 1-bis può essere effettuato ai sensi dell’articolo 201, comma 1-bis, lettera f).
1-quinquies. (5) Chiunque non osserva i limiti di velocità stabiliti con i provvedimenti di cui al comma 1-bis è soggetto alle sanzioni di cui all’articolo 142.
1-sexies. (6) Per straordinarie e motivate esigenze connesse alla tutela di particolari ambiti di rilevanza culturale, paesaggistica o naturalistica tutelati dall’UNESCO, comunque per periodi non superiori a cinque mesi all’anno, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti proprietari e gestori delle infrastrutture stradali interessate, per quanto di competenza, possono istituire zone a traffico limitato territoriali.
Le disposizioni di cui al primo periodo non si applicano alle strade di tipo A e B di cui all’articolo 2 eventualmente ricadenti nelle zone a traffico limitato territoriali, né alle strade o zone in ambito urbano qualora per esse sia adottata una disciplina più restrittiva ai sensi dell’articolo 7.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono la perimetrazione e i criteri delle zone a traffico limitato territoriali, verificando che l’istituzione della zona a traffico limitato assicuri adeguate condizioni di circolazione e di sicurezza stradale anche sulla rete viaria esterna alle predette zone.
La proposta di istituzione della zona a traffico limitato è adottata sentiti il prefetto o i prefetti competenti per territorio, limitatamente agli aspetti riguardanti la sicurezza della circolazione stradale. Gli enti proprietari delle strade interessate provvedono all’apposizione della relativa segnaletica e al controllo del rispetto dei divieti e delle limitazioni.
L’apposizione della segnaletica non è necessaria nel caso in cui il perimetro della zona a traffico limitato territoriale coincida con i confini di una o più regioni, province o comuni, a condizione che di tale divieto sia data comunicazione con tutti i mezzi di informazione disponibili, con un preavviso di almeno tre mesi rispetto alla data di entrata in vigore, e che i siti internet istituzionali degli enti interessati diano informazioni sulla durata del divieto per l’intero periodo.
Il controllo della circolazione in tali zone può essere effettuato mediante i sistemi di controllo automatico degli accessi, di cui all’articolo 201, comma 1-bis, lettera g).
2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio.
3. Comma abrogato. (1)
4. L’ente proprietario della strada può, con l’ordinanza di cui all’art. 5, comma 3:
a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumità pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico;
b) stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade, con particolare riguardo a quelle che attraversano siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO); (4)
c) riservare corsie, anche protette, a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi;
d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli;
e) prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio;
f) vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di strade per esigenze di carattere tecnico o di pulizia, rendendo noto tale divieto con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri mezzi appropriati;
f-bis) Lettera soppressa. (2)
5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate:
a) per le strade e le autostrade statali, dal capo dell’ufficio periferico dell’A.N.A.S. competente per territorio;
b) per le strade regionali, dal presidente della giunta;
c) per le strade provinciali, dal presidente della provincia;
d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal sindaco;
e) Lettera abrogata. (3)
6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell’ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario, previa comunicazione all’ente concedente. In caso di urgenza, i relativi provvedimenti possono essere adottati anche senza la preventiva comunicazione al concedente, che può revocare gli stessi.
7. Nell’ambito degli aeroporti aperti al traffico aereo civile e nelle aree portuali, la competenza a disciplinare la circolazione delle strade interne aperte all’uso pubblico è riservata rispettivamente al direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio e al comandante di porto capo di circondario o al Presidente dell’Autorità di sistema portuale, ove istituita (8), i quali vi provvedono a mezzo di ordinanze, in conformità alle norme del presente codice.
Nell’ambito degli aeroporti ove le aerostazioni siano affidate in gestione a enti o società, il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio, sentiti gli enti e le società interessati.
8. (7) Le autorità che hanno disposto la sospensione o la limitazione della circolazione di cui ai commi 1, 1-sexies e 4, lettere a) e b), possono accordare, per esigenze gravi e indifferibili o per accertate necessità, deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e cautele. L’accesso alle zone a traffico limitato per le categorie autorizzate non può in ogni caso essere a titolo oneroso.
Per la gestione di eventuali deroghe ai divieti e alle limitazioni possono essere utilizzati dispositivi telematici installati sui veicoli, le cui caratteristiche sono definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l’autorità competente disponga diversamente in particolari intersezioni in relazione alla classifica di cui all’art. 2, comma 2. Sulle altre strade o tratti di strade la precedenza è stabilita dagli enti proprietari sulla base della classificazione di cui all’articolo 2, comma 2. In caso di controversia decide, con proprio decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
La precedenza deve essere resa nota con i prescritti segnali da installare a cura e spese dell’ente proprietario della strada che ha la precedenza.
10. L’ente proprietario della strada a precedenza, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, può, con ordinanza, prescrivere ai conducenti l’obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla strada a precedenza.
11. Quando si tratti di due strade entrambe a precedenza, appartenenti allo stesso ente, l’ente deve stabilire l’obbligo di dare la precedenza ovvero anche l’obbligo di arrestarsi all’intersezione; quando si tratti di due strade a precedenza appartenenti a enti diversi, gli obblighi suddetti devono essere stabiliti di intesa fra gli enti stessi. Qualora l’accordo non venga raggiunto, decide con proprio decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 173,00 a euro 694,00. Se la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 430,00 a euro 1.731,00.
In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonché della sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
12-bis. (6) Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione adottati ai sensi del comma 1-sexies è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344.
13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 26,00 a euro 102,00.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87,00 a euro 344,00. Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00; qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.
15. Nelle ipotesi di violazione del comma 12 l’agente accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio finché non spiri il termine del divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in cui è stata accertata la violazione costituisce intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra è fatta menzione nel verbale di contestazione.
Durante la sosta la responsabilità del veicolo e del relativo carico rimane al conducente. Se le disposizioni come sopra impartite non sono osservate, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente è da due a sei mesi.
Note
(1) Comma abrogato dall’art. 2268, n. 893, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
(2) Lettera inserita dall’art. 8, comma 9-quater, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successivamente soppressa dall’art. 1, comma 223, lettera a), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, in vigore dal 1° gennaio 2013.
(3) Lettera abrogata dall’art. 2268, n. 893, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
(4) Lettera modificata dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, di conversione del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121.
(5) Commi inseriti dall’art. 9, comma 1, lettera a), del decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 103.
(6) Comma inserito dall’art. 25 della legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024.
(7) Comma sostituito dall’art. 25 della legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024.
(8) Parole inserite dall’art. 28 della legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024.
Breve commento all’articolo 6 del Codice della strada
L’articolo 6 disciplina la regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati e individua le autorità competenti, i presupposti dei provvedimenti, le modalità di pubblicità e le relative conseguenze sanzionatorie. La disposizione deve essere coordinata con l’articolo 7, che regola principalmente la circolazione nei centri abitati. La distinzione territoriale non è soltanto formale, perché incide sull’autorità titolare del potere, sulla fonte dell’ordinanza e sulla disposizione sanzionatoria applicabile.
Il comma 1 attribuisce al prefetto il potere di sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di sicurezza pubblica, sicurezza della circolazione, tutela della salute o esigenze militari, in conformità alle direttive ministeriali. Lo stesso comma costituisce la base del calendario annuale dei divieti di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di cose. Il comma 2 affida inoltre al prefetto la disciplina del transito periodico di armenti e greggi, con la possibilità di stabilire itinerari e intervalli di tempo e di spazio.
I commi da 1-bis a 1-quinquies consentono alle regioni e alle province autonome, quando sia necessario contenere le emissioni del traffico veicolare, di disporre riduzioni della velocità su determinati tratti delle strade di tipo A e B indicate dall’articolo 2, purché attraversino centri abitati o siano collocati in loro prossimità. Il provvedimento richiede il coinvolgimento dei prefetti per i profili di sicurezza e degli enti proprietari o gestori. Le violazioni sono sanzionate secondo l’articolo 142 e il controllo può essere effettuato nei casi previsti dall’articolo 201.
Il comma 1-sexies, in vigore dal 14 dicembre 2024, permette di istituire ZTL territoriali per straordinarie e motivate esigenze di tutela di particolari ambiti culturali, paesaggistici o naturalistici riconosciuti dall’UNESCO, per periodi non superiori a cinque mesi all’anno. Sono escluse le strade di tipo A e B e restano ferme le discipline urbane più restrittive adottate ai sensi dell’articolo 7. La perimetrazione deve assicurare adeguate condizioni di circolazione anche sulla rete esterna; occorre sentire il prefetto per gli aspetti di sicurezza e, di regola, installare la segnaletica. Quando il perimetro coincide con confini amministrativi, la segnaletica può essere sostituita da una comunicazione capillare effettuata almeno tre mesi prima. Il controllo degli accessi può avvenire mediante i sistemi previsti dall’articolo 201.
Il comma 4 raccoglie i principali poteri dell’ente proprietario della strada. Con ordinanza motivata adottata ai sensi dell’articolo 5, comma 3, l’ente può sospendere temporaneamente la circolazione, stabilire obblighi, divieti e limitazioni, riservare corsie a determinate categorie di veicoli, disciplinare parcheggio e sosta e vietare temporaneamente la sosta per esigenze tecniche o di pulizia. In quest’ultimo caso il divieto deve essere reso noto con i prescritti segnali almeno quarantotto ore prima. L’ordinanza deve indicare con precisione presupposti, tratto interessato, durata, categorie destinatarie ed eventuali eccezioni.
La lettera e) del comma 4 consente di prescrivere che i veicoli siano muniti oppure abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio. La disposizione configura un obbligo alternativo, da applicare secondo il contenuto dell’ordinanza e la disciplina tecnica vigente. La lettera f-bis), che aveva previsto la possibilità di imporre fuori dei centri abitati l’utilizzo esclusivo di pneumatici invernali in caso di nevicate di rilevante intensità, è stata soppressa dall’articolo 1, comma 223, lettera a), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, con effetto dal 1° gennaio 2013, e non può costituire il fondamento di un provvedimento o di una contestazione.
I commi 5, 6 e 7 individuano i soggetti competenti ad adottare le ordinanze. Per le strade statali provvede il competente ufficio periferico dell’ANAS; per quelle regionali, provinciali e comunali intervengono rispettivamente il presidente della giunta regionale, il presidente della provincia e il sindaco. Sulle strade in concessione i poteri dell’ente proprietario sono esercitati dal concessionario, previa comunicazione all’ente concedente, salvo i casi urgenti. Negli aeroporti aperti al traffico civile e nelle aree portuali la competenza è attribuita alle autorità specificamente indicate dal comma 7, compreso, ove istituito, il Presidente dell’Autorità di sistema portuale.
Il comma 8 consente alle autorità che hanno disposto determinate sospensioni o limitazioni di accordare deroghe e permessi per esigenze gravi e indifferibili o per accertate necessità, subordinandoli a condizioni e cautele. Per le categorie autorizzate l’accesso alle ZTL territoriali non può essere oneroso. La norma prevede anche l’impiego di dispositivi telematici installati sui veicoli per la gestione delle deroghe, ma rinvia a un decreto interministeriale la definizione delle relative caratteristiche tecniche.
I commi da 9 a 11 disciplinano la precedenza sulle strade extraurbane. Le strade statali sono a precedenza salvo diversa determinazione dell’autorità competente; per le altre strade la precedenza è stabilita dagli enti proprietari sulla base della classificazione stradale. L’ente proprietario può imporre l’arresto prima dell’immissione sulla strada a precedenza. Quando l’intersezione interessa strade appartenenti a enti diversi è necessaria un’intesa; in mancanza di accordo decide il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Sul piano sanzionatorio occorre individuare esattamente il provvedimento violato. Il comma 12 riguarda l’inosservanza delle sospensioni prefettizie e prevede una disciplina più severa quando la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, con sospensione della patente e della carta di circolazione. Il comma 12-bis sanziona l’inosservanza dei provvedimenti adottati per le ZTL territoriali; il comma 13 riguarda le prescrizioni sul transito di armenti e greggi; il comma 14 si applica agli altri obblighi, divieti e limitazioni, con una specifica disciplina per la sosta vietata protratta oltre ventiquattro ore. Nei casi previsti dal comma 12, il comma 15 impone all’agente accertatore di intimare al conducente di non proseguire il viaggio e di dare atto nel verbale delle prescrizioni impartite.
AVVERTENZA: il presente commento ha finalità esclusivamente informativa e di studio. Per l’attività operativa occorre verificare il testo vigente, gli atti del singolo procedimento e le fonti ufficiali applicabili.