CODICE DELLA STRADA
Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio
TITOLO VI
DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI
CAPO I
Degli illeciti amministrativi e delle relative sanzioni
SEZIONE I
Degli illeciti amministrativi importanti sanzioni amministrative pecuniarie ed applicazione di queste ultime
Articolo 203 CdS
Ricorso al prefetto
(Vedi articolo 388 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada)
Leggi qui il breve commento all'articolo 203 del Codice della strada
1. Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno o per via telematica, a mezzo di posta elettronica certificata o di altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato, secondo le modalità previste dall'articolo 65 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l'audizione personale.
1-bis. Il ricorso di cui al comma 1 può essere presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o trasmesso per via telematica, a mezzo di posta elettronica certificata o di altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato, secondo le modalità previste dall'articolo 65 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. In tale caso, per la necessaria istruttoria, il prefetto trasmette all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore il ricorso, corredato dei documenti allegati dal ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione.
2. Il responsabile dell'ufficio o del comando cui appartiene l'organo accertatore, è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso nei casi di cui al comma 1 e dal ricevimento degli atti da parte del prefetto nei casi di cui al comma 1-bis. Gli atti, corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell'organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.
3. Qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento.
3-bis. Quando il veicolo con cui è stata commessa la violazione è immatricolato all'estero e non è possibile, per difficoltà oggettive, procedere all'iscrizione al ruolo ovvero avviare altre procedure di riscossione coattiva nei confronti del conducente o del proprietario o di altro soggetto obbligato in solido, la riscossione coattiva può essere attivata, nei cinque anni successivi, nei confronti di chi è trovato alla guida del veicolo stesso. In tali casi, si applicano le disposizioni dell'articolo 207. Con provvedimento del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministero dell'interno, sono determinate le procedure di riscossione e di attribuzione delle somme riscosse ai soggetti a cui, secondo l'articolo 208, spettano i proventi delle sanzioni.
Note al testo
(1) L'ultimo periodo del testo originario del comma 1 è stato soppresso dall'articolo 105, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, con decorrenza dal 1° ottobre 1993.
(2) Le parti in grassetto dei commi 1 e 1-bis sono state inserite dall'articolo 1, comma 1, lettera g-quater), del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, aggiunta dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, in sede di conversione. La modifica è in vigore dal 10 novembre 2021. Per le indicazioni applicative si veda la circolare del Ministero dell'interno 28 dicembre 2021, prot. n. 300/STRAD/1/0000014520.U/2021.
(3) Il comma 3-bis, in grassetto, è stato aggiunto dall'articolo 7, comma 1, lettera i-ter), del decreto-legge 16 giugno 2022, n. 68, inserita dalla legge 5 agosto 2022, n. 108, in sede di conversione. La disposizione è in vigore dal 6 agosto 2022. La sua concreta applicazione è subordinata alle modalità attuative richiamate dalla circolare del Ministero dell'interno 7 settembre 2022, prot. n. 300/STRAD/1/0000028942.U/2022.
Breve commento all'articolo 203 del Codice della strada
L'articolo 203 disciplina il ricorso amministrativo al prefetto contro il verbale di accertamento di una violazione per la quale sia prevista una sanzione amministrativa pecuniaria. Il rimedio consente all'interessato di ottenere un riesame amministrativo completo dell'accertamento senza rivolgersi immediatamente al giudice. Possono proporlo il trasgressore e gli altri obbligati individuati dall'articolo 196, purché non sia già stato eseguito il pagamento in misura ridotta, comportamento che definisce la contestazione e rende incompatibile il successivo ricorso.
Il termine è di sessanta giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione del verbale. Il ricorso può essere depositato o spedito all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore, oppure inviato direttamente al prefetto. Nel primo caso l'ufficio deve trasmettere gli atti entro sessanta giorni; nel secondo il prefetto dispone di trenta giorni per inoltrare il fascicolo all'organo accertatore, che ha poi sessanta giorni per restituirlo con le proprie deduzioni. Ai fini della tempestività della spedizione postale assume rilievo l'articolo 388 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada, secondo cui il ricorso si considera presentato nella data di spedizione.
Dal 10 novembre 2021 entrambe le forme di presentazione ammettono anche la via telematica, mediante PEC o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato e nel rispetto dell'articolo 65 del Codice dell'amministrazione digitale. Per l'operatore è essenziale verificare l'integrità del documento, la provenienza, la data di trasmissione, la ricevuta di consegna e la corretta individuazione del verbale impugnato. Il ricorrente può allegare documenti e chiedere di essere ascoltato; la richiesta di audizione non sostituisce l'esposizione dei motivi, ma integra l'istruttoria.
Il procedimento prosegue secondo l'articolo 204. Il prefetto decide entro centoventi giorni dalla ricezione degli atti. I termini di trasmissione previsti dall'articolo 203 e quello decisorio stabilito dall'articolo 204 sono perentori e si cumulano: in via ordinaria, il procedimento deve quindi concludersi entro centottanta giorni quando il ricorso è presentato al comando e entro duecentodieci giorni quando è presentato direttamente al prefetto. La richiesta di audizione produce gli specifici effetti interruttivi e sospensivi stabiliti dall'articolo 204. Se i termini complessivi decorrono inutilmente, il ricorso si intende accolto.
Il ricorso al prefetto e l'opposizione diretta all'autorità giudiziaria prevista dall'articolo 204-bis sono rimedi alternativi. Se il prefetto rigetta il ricorso, emette ordinanza-ingiunzione; contro tale provvedimento è ammessa l'opposizione regolata dall'articolo 205. Se, invece, non viene proposto ricorso e non si paga nei termini, il verbale acquista efficacia di titolo esecutivo per la metà del massimo edittale, oltre alle spese: questa conseguenza impone un controllo rigoroso sulla regolarità della contestazione o notificazione e sull'effettivo decorso dei termini.
Il comma 3-bis riguarda i veicoli immatricolati all'estero per i quali, a causa di difficoltà oggettive, non sia stato possibile iscrivere a ruolo o avviare altre procedure di riscossione coattiva nei confronti dei soggetti obbligati. La norma consente, entro cinque anni, di attivare la riscossione nei confronti di chi venga successivamente trovato alla guida dello stesso veicolo e rinvia all'articolo 207. Le procedure di riscossione e di attribuzione dei proventi spettanti ai soggetti individuati dall'articolo 208 devono essere definite con provvedimento interministeriale. Sul piano operativo, pertanto, non possono essere adottate modalità di riscossione prive della necessaria disciplina attuativa.
AVVERTENZA: Il testo della presente norma e il relativo commento hanno carattere meramente informativo e non rivestono carattere di ufficialità. Per gli usi consentiti dalla legge fa fede esclusivamente il testo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.