FOCUS
Brevi approfondimenti di natura giurisprudenziale e normativa afferenti la circolazione stradale e le norme ad essa collegate
Sezione curata da: Palumbo Salvatore e Molteni Claudio
PARABREZZA DANNEGGIATO: QUANDO CONTESTARE L’INEFFICIENZA. LE CIRCOLARI DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI E DELL’INTERNO TRA MISURE RIPORTATE, VISIBILITÀ E RIPARAZIONE
La circolare del Ministero dell’Interno n. 300/STRAD/1/0000030110.U/2026 del 21 ottobre 2026 trasmette la nota MIT del 17 settembre 2026 e dispone di tenerne conto anche nei consueti controlli su strada. Il richiamo rende attuali, anche per gli operatori di polizia, i criteri tecnici descritti per la revisione. L’eventuale illecito deve comunque essere ricondotto alla disposizione di legge e alla concreta inefficienza accertata.
🔎 Due atti, una funzione applicativa
La circolare MIT n. 0027890 del 17 settembre 2026, emanata dalla Direzione generale per la Motorizzazione, mira a uniformare il giudizio degli ispettori sui parabrezza parzialmente danneggiati. Richiama il d.m. 19 maggio 2017, n. 214, allegato I, punti 3.1 e 3.2, relativi al campo di visibilità e allo stato dei vetri. Il Ministero dell’Interno chiede inoltre alle Prefetture di estendere le indicazioni ai Corpi e Servizi di Polizia Locale.
Il controllo richiede di stabilire dove si trovi il danno, quale estensione presenti, come incida sulla visuale e se sia stato riparato efficacemente. La dimensione è uno degli elementi della valutazione, insieme alla posizione e alle condizioni effettive del vetro.
📏 Le condizioni indicate per il giudizio regolare
Il MIT ammette l’esito regolare per una scheggiatura che soddisfi congiuntamente i criteri indicati. La distinzione dipende dalla massa complessiva a pieno carico, non dal carico effettivamente trasportato durante il viaggio. Il veicolo da esattamente 3,5 t appartiene al primo gruppo.
| Parametro |
Massa fino a 3,5 t comprese |
Massa superiore a 3,5 t |
| Dimensione massima della scheggiatura |
15–20 mm |
20–25 mm |
| Distanza da montanti, bordo inferiore oppure superiore |
Non superiore a 20–25 mm |
Non superiore a 25–50 mm |
| Posizione rispetto alla visuale |
La scheggiatura non deve trovarsi nella zona interessata dall’azione del tergicristallo che interferisce con la visuale del conducente. |
| Riparazione |
Deve essere già eseguita mediante cristallizzazione, polimerizzazione della resina o altra tecnica che garantisca la corretta efficienza. |
La riparazione deve dunque essere già avvenuta: le condizioni dimensionali non autorizzano a lasciare il danno senza intervento. La nota aggiunge che, se una o più condizioni non sono soddisfatte, occorre sostituire il parabrezza per ottenere esito regolare in sede di revisione periodica. Questa conseguenza tecnica non equivale, da sola, a un ordine di sostituzione impartito su strada dall’accertatore.

⚠️ Distanze e intervalli: i punti che richiedono chiarimento
La formulazione pubblicata reca «non superiore», non «non inferiore»: non può essere trasformata in una distanza minima dal bordo. Inoltre, i valori 15–20, 20–25 e 25–50 mm sono intervalli; il testo non spiega quando scegliere ciascun estremo. Non definisce neppure un diametro convenzionale del danno o il punto della lesione dal quale misurare la distanza.
Una scheggiatura di 18 mm su un veicolo fino a 3,5 t non può essere dichiarata automaticamente conforme o difforme scegliendo arbitrariamente 15 oppure 20 mm. Nei casi di confine occorre documentare il dato e acquisire il chiarimento tecnico necessario, mantenendo autonoma la verifica dell’efficienza e della visibilità.
Anche l’area spazzata va individuata sul veicolo concretamente controllato: la circolare non disegna una sagoma universale, quotata, della visuale del conducente.

👁️ Campo visivo e stato dei vetri
Per il campo di visibilità la nota considera gli ostacoli che incidono materialmente sulla visibilità in avanti o sui lati, il danneggiamento dell’area di pulitura e la mancata visibilità degli specchi esterni. Per lo stato dei vetri richiama graffiature, scolorimenti, non conformità alle specifiche, comprese le pellicole riflettenti o colorate, e condizioni inaccettabili del vetro.
Particolare rilievo assume la visibilità gravemente compromessa attraverso l’area di pulitura interna delle spazzole. Questa espressione non deve essere ridotta alla sola domanda se il danno si trovi sulla faccia interna del vetro: la verifica riguarda la visibilità attraverso la zona indicata. Posizione, estensione ed effetti della lesione devono essere descritti.
Gli esiti «ripetere» e «sospeso dalla circolazione» appartengono al procedimento di revisione e alla valutazione delle carenze. Il sistema distingue carenze gravi e pericolose, queste ultime caratterizzate da un rischio diretto o immediato per la sicurezza. La circolare non contiene una tabella che associ ciascuna misura della scheggiatura a uno dei due esiti. Sarebbe quindi improprio costruire l’automatismo «oltre una certa dimensione, sempre sospeso».
🚔 Sul controllo stradale: art. 79, commi 1 e 4
Il riferimento è pertinente quando il danneggiamento integra inefficienza del veicolo: l’art. 79, comma 1, del Codice della strada impone condizioni di efficienza tali da garantire la sicurezza; il comma 4 contiene la previsione sanzionatoria.
Il quadro tecnico comprende l’art. 237 e l’Appendice VIII, punto 1, lettera g), del Regolamento del Codice della strada, relativa all’integrità dei vetri interessanti la visibilità del conducente. Tale quadro deve essere letto insieme alle prescrizioni tecniche applicabili e alle indicazioni ministeriali sulla riparazione.
Il verbale deve descrivere il difetto che realizza la violazione. Una frattura che attraversa la visuale, una lesione ramificata che altera la visibilità oppure una riparazione che lascia una distorsione ottica apprezzabile sono situazioni da verificare concretamente. La motivazione non può esaurirsi nel richiamo alla circolare o nella generica dicitura «parabrezza scheggiato».
È utile rilevare massa del veicolo, tipo ed estensione del danno, distanza dai bordi, posizione rispetto all’area effettivamente spazzata e visuale compromessa. Fotografie d’insieme e di dettaglio con riferimento metrico possono rendere verificabile l’accertamento. Sono cautele documentali proposte dall’autore, non ulteriori formalità imposte dalla circolare.
📄 Riparazione e certificazione
La circolare MIT n. 0027890 del 17 settembre 2026 richiede che la certificazione della corretta riparazione, rilasciata da soggetti autorizzati, sia presente a bordo ed esibita in revisione o su richiesta degli organi di polizia.
Il documento va confrontato con il vetro e con le condizioni osservate: non rende irrilevanti una nuova frattura o un intervento inefficace. Viceversa, la mancata esibizione non dimostra, da sola, che il parabrezza sia materialmente inefficiente. Una circolare non può creare un’autonoma sanzione pecuniaria per l’assenza del certificato: per un eventuale addebito documentale occorre individuare una specifica base legislativa.
⚖️ Revisione straordinaria ed esito “sospeso”
Quando sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di sicurezza, l’art. 80, comma 5, del Codice della strada consente alla Motorizzazione, anche su segnalazione degli organi di polizia stradale, di disporre la revisione del singolo veicolo.
La segnalazione può accompagnare l’accertamento dell’inefficienza, ma non coincide con l’esito «sospeso» espresso in revisione. La sola contestazione dell’art. 79 del Codice della strada non comporta automaticamente fermo, sequestro o sospensione dalla circolazione. Eventuali ulteriori provvedimenti richiedono i rispettivi presupposti normativi.
📌 Principio operativo e conclusioni
I criteri uniformi aiutano a distinguere una riparazione efficace da un danno ancora rilevante. Restano formulazioni che richiedono chiarimenti, soprattutto sugli intervalli dimensionali e sulla misurazione della distanza. Sul piano operativo occorre accertare e descrivere l’inefficienza, verificare riparazione e certificazione e valutare l’eventuale segnalazione alla Motorizzazione. La misura è un elemento dell’istruttoria: la contestazione deve individuare il difetto concreto e il requisito di sicurezza compromesso.
a cura di Palumbo Salvatore, Sovrintendente Scelto della Polizia Locale di Milano
Avvertenza
Il presente contributo ha finalità di informazione e approfondimento. Le valutazioni espresse sono riferibili all’autore e non impegnano l’Amministrazione di appartenenza. Per l’applicazione ai singoli casi occorre fare riferimento al testo vigente delle disposizioni e alle pertinenti indicazioni delle autorità competenti.