Approfondimenti
sui temi inerenti il codice della strada e la circolazione stradale
Sezione curata da Palumbo Salvatore e Molteni Claudio

Documento inserito il 6 maggio 2026

 

In autostrada il soccorso non è libero: senza autorizzazione il carro attrezzi non può intervenire - La Corte Costituzionale conferma l’art. 175 C.d.S.

 

1. Premessa

L’origine della vicenda: un caso concreto dalla Tangenziale di Napoli

La sentenza della Corte Costituzionale numero 65 del 30/04/2026 prende le mosse da una vicenda concreta, semplice nella sua apparenza ma estremamente significativa sul piano giuridico e sistematico. Il caso nasce a Napoli, lungo la Tangenziale di Napoli, tratto autostradale urbano caratterizzato da traffico intenso e condizioni di circolazione complesse.

Un automobilista, trovatosi in difficoltà con il proprio veicolo in avaria, riceve assistenza da parte di un soggetto non autorizzato allo svolgimento del servizio di soccorso stradale su quel tratto di rete viaria. L’intervento avviene su una piazzola di sosta, dunque in una situazione che, almeno a prima vista, potrebbe apparire priva di pericolo immediato per la circolazione.

Tuttavia, proprio tale intervento determina l’irrogazione di una sanzione amministrativa da parte dell’autorità prefettizia, in applicazione dell’art. 175, comma 12, del Codice della strada (Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285), norma che consente l’attività di soccorso e rimozione dei veicoli sulle autostrade esclusivamente ai soggetti previamente autorizzati dall’ente proprietario o concessionario della strada.

Il ricorso e la strategia difensiva

Il destinatario della sanzione decide di impugnare l’ordinanza prefettizia dinanzi al Giudice di pace di Napoli. La strategia difensiva non si limita a contestare i fatti, ma mira a colpire direttamente la norma applicata, sostenendone l’illegittimità costituzionale.

Secondo il ricorrente, infatti, non esisterebbe nell’ordinamento un divieto assoluto di prestare assistenza tecnica ad un veicolo in avaria, soprattutto quando l’intervento avviene in condizioni di sicurezza e senza intralcio alla circolazione. Viene rivendicato, in sostanza, il diritto dell’automobilista di scegliere liberamente il soggetto cui affidare il soccorso del proprio mezzo.

Il ruolo del Giudice di pace di Napoli

Il Giudice di pace di Napoli, investito della controversia, coglie immediatamente la rilevanza della questione. La decisione sul ricorso dipende infatti direttamente dalla validità della norma applicata: se l’art. 175, comma 12, del Codice della strada fosse dichiarato incostituzionale, la sanzione dovrebbe essere annullata.

Per tale ragione, con ordinanza del 12 settembre 2025, il giudice sospende il procedimento e solleva questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale, dando avvio al giudizio incidentale che porterà alla decisione oggetto di analisi.

2. I dubbi del giudice di pace

Libertà di iniziativa economica e limiti amministrativi

Uno dei principali profili di censura riguarda l’art. 41 della Costituzione, che tutela la libertà di iniziativa economica privata. Secondo il giudice rimettente, l’art. 175 del Codice della strada introdurrebbe una limitazione eccessiva e ingiustificata a tale libertà, subordinando l’esercizio dell’attività di soccorso stradale ad un’autorizzazione preventiva rilasciata dall’ente proprietario della strada.

Il punto critico, secondo questa impostazione, risiederebbe nella mancanza di criteri chiari e oggettivi per il rilascio dell’autorizzazione, con il rischio di attribuire all’amministrazione un potere discrezionale troppo ampio e poco controllabile.

La libertà personale e il diritto di scelta

Il giudice di pace prospetta anche una violazione dell’art. 13 Cost., sostenendo che la norma censurata inciderebbe sulla libertà personale dell’automobilista, impedendogli di scegliere liberamente il soggetto cui affidare il soccorso del proprio veicolo.

Si tratta di un argomento particolarmente suggestivo, che tenta di collegare una disciplina amministrativa ad una delle garanzie fondamentali dell’ordinamento costituzionale.

Uguaglianza e concorrenza tra operatori

Ulteriori dubbi riguardano la possibile violazione dell’art. 3 Cost., sotto il profilo della disparità di trattamento tra operatori economici. La norma, infatti, consentirebbe solo ad alcuni soggetti autorizzati di operare sulle autostrade, escludendo altri operatori che, pur essendo tecnicamente idonei, non dispongono dell’autorizzazione.

Questa situazione, secondo il giudice, determinerebbe una distorsione del mercato e una compressione ingiustificata della concorrenza.

Imparzialità e buon andamento

Infine, viene prospettata la violazione dell’art. 97 Cost., in quanto il sistema autorizzatorio potrebbe dar luogo a scelte non trasparenti e potenzialmente arbitrarie da parte dell’amministrazione.

Particolarmente rilevante è anche la critica relativa alla mancata distinzione tra interventi in condizioni di sicurezza (come quelli in piazzola) e operazioni di rimozione o traino, che comportano rischi maggiori.

3. Le osservazioni dell’Avvocatura dello Stato

La difesa dello Stato tra forma e sostanza

L’Avvocatura generale dello Stato interviene nel giudizio per difendere la legittimità della norma impugnata, chiedendo che la questione venga dichiarata inammissibile o comunque infondata.

In primo luogo, vengono sollevate diverse eccezioni preliminari, evidenziando lacune nell’ordinanza di rimessione, tra cui la carenza di una dettagliata ricostruzione dei fatti e del quadro normativo di riferimento.

La centralità della sicurezza stradale

Nel merito, la difesa dello Stato pone al centro dell’argomentazione il valore della sicurezza della circolazione, che rappresenta uno degli obiettivi primari del Codice della strada.

Le autostrade e le strade extraurbane principali sono caratterizzate da velocità elevate e condizioni di traffico particolari, che rendono estremamente pericolosi gli interventi di soccorso e rimozione dei veicoli.

Il soccorso stradale come servizio di interesse pubblico

L’attività di soccorso stradale viene qualificata come servizio di rilevanza pubblica, che richiede standard elevati in termini di organizzazione, mezzi e personale. Il sistema autorizzatorio non avrebbe dunque la funzione di limitare l’accesso al mercato, ma quella di garantire la qualità e la sicurezza degli interventi.

4. Le analisi della Corte Costituzionale

Il vaglio preliminare delle eccezioni

La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 65 del 30/04/2026, affronta innanzitutto le eccezioni preliminari, respingendole quasi integralmente. Viene invece dichiarata inammissibile la censura relativa all’art. 13 Cost., ritenuta inconferente rispetto alla disciplina in esame.

La ricostruzione del sistema normativo

La Corte procede poi ad una approfondita ricostruzione del quadro normativo, richiamando non solo l’art. 175 del Codice della strada, ma anche le disposizioni del regolamento di esecuzione e le direttive ministeriali.

Emergono con chiarezza le ragioni che giustificano l’adozione di un regime autorizzatorio per il soccorso stradale in autostrada: la necessità di interventi rapidi, coordinati e svolti in condizioni di massima sicurezza.

La funzione della norma e il bilanciamento degli interessi

La Corte evidenzia come la norma censurata persegua una finalità di interesse generale, consistente nella tutela della sicurezza degli utenti della strada. Tale finalità giustifica le limitazioni imposte alla libertà di iniziativa economica.

Il bilanciamento tra libertà economica e sicurezza pubblica viene risolto in favore di quest’ultima, in quanto valore primario dell’ordinamento.

5. La conclusione della Corte Costituzionale

Una decisione chiara e netta

La Corte Costituzionale conclude dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate, confermando la piena legittimità dell’art. 175, comma 12, del Codice della strada.

Il principio affermato e le sue conseguenze

La decisione afferma un principio destinato ad avere rilevanti implicazioni pratiche: l’attività di soccorso stradale sulle autostrade può essere svolta solo da soggetti autorizzati, indipendentemente dalle condizioni concrete in cui l’intervento avviene.

Ne deriva che anche interventi apparentemente innocui, come quelli effettuati su piazzole di sosta, rientrano nel regime autorizzatorio, in quanto inseriti in un contesto - quello autostradale - intrinsecamente pericoloso.

La Corte Costituzionale, sentenza numero 65 del 30/04/2026, rappresenta dunque un punto fermo nell’interpretazione dell’art. 175 del Codice della strada, ribadendo con forza che la sicurezza della circolazione prevale su ogni altra considerazione.

 

 

Documento inserito il 06/05/2026

 

DISCLAMER: Il testo contenuto nella presente sezione "APPROFONDIMENTI" non riveste alcun carattere di ufficialità e per la quale non è previsto alcun aggiornamento obbligatorio, ma costituisce una semplice opinione dell'autore (o degli autori) sollevando da ogni responsabilità i curatori del portale. Vietata la riproduzione, anche parziale, del presente contenuto senza la preventiva autorizzazione degli amministratori del portale.


Canale TELEGRAM

   Per essere sempre aggiornati sulle novità e sulle attività di Circolazione Stradale, compresi gli aggiornamenti alle schede dell'Area Falsi Documentali, è possibile iscriversi al canale pubblico e gratuito Telegram di Circolazione Stradale attraverso questo link: https://t.me/CircolazioneStradale